Scienze

Kepler, abbiamo un problema...
A rischio la missione del super telescopio

La sonda Nasa specializzata nella ricerca di esopianeti è bloccata da un problema tecnico e i suoi giorni potrebbero essere contati. Il guasto riguarda uno dei giroscopi del sistema di puntamento: è entrata in modalità provvisoria. Lanciata nel 2009 ha scoperto 130 pianeti e oltre 2700 in attesa di conferma

2 minuti di lettura
CI ha fatto sognare, intravvedere la possibilità di scoprire pianeti gemelli della Terra in zone remote, adatte ad ospitare la vita, anche molto lontano da noi nell'universo. Ma ora i suoi giorni rischiano di volgere al termine: Kepler, il potente telescopio della Nasa che ha rivoluzionato lo studio degli esopianeti, ha qualche problema. Serio. La sonda è ora entrata in modalità provvisoria, con la linea di comunicazione che va e viene. Un problema non nuovo, che si era già verificato all'inizio del mese di maggio. Non si hanno ancora certezze ma a far scattare in modo automatico lo stato di emergenza potrebbe essere stato un errore nel sistema di assetto. E ora l'intera missione è a rischio.

LE FOTO


Tentando di rimettere in moto il sistema, la Nasa ha scoperto che alla base del malfunzionamento potrebbe esserci la rottura di una ruota di reazione (una di quelle usate per il controllo dell'assetto del satellite). All'invio della sequenza di comandi che impongono uno stop al movimento di rotazione, solo due delle tre ruote di reazione in servizio hanno infatti risposto correttamente, mentre è risultata fuori controllo la ruota numero 4. Per controllare in modo accurato il puntamento del satellite, sono necessarie tre ruote di reazione. Kepler ne ha a bordo quattro, ma una era già andata fuori uso l'anno scorso. Ora, se fosse confermato questo secondo guasto (e l'Anomaly Review Board del team di Kepler pare avere pochi dubbi al riguardo), il futuro della missione ne uscirebbe seriamente pregiudicato.

Con una seconda ruota di reazione fuori uso, si legge infatti in un comunicato diffuso dalla Nasa, è improbabile che la sonda spaziale sia in grado di tornare a raggiungere il livello di precisione nel puntamento necessario per la fotometria ad alta precisione. "Certamente non è una buona notizia", ammette il vice capo progetto, Charles Sobeck, nel corso di una conferenza stampa convocata in fretta e furia. La missione, ricorda, ha avuto molto successo e prometteva di fare ancora meglio.

L'istituto italiano nazionale di astrofisica spiega che sono i giroscopi a rischiare di dare il colpo di grazia a Kepler.
Questi apparati sono vitali per il corretto funzionamento delle attività del satellite poichè provvedono al suo perfetto puntamento e stabilità: "senza questi dispositivi un telescopio che deve avere un'altissima precisione di puntamento e poter ripetere lo stesso puntamento anche a distanza di molto tempo con la stessa altissima precisione, semplicemente non riesce più a fare il suo lavoro", ha detto Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). "E' chiaro che quando si parla di un guasto, bisogna ragionare sempre in termini di probabilità. Si fa tutto il possibile nel progettare e realizzare missioni spaziali per ridurre al minimo la probabilità di avarie, soprattutto critiche come quella sperimentata da Kepler, ma purtroppo non è mai possibile azzerare questa probabilità", ha aggiunto.

Dal 2009, quando è stato lanciato, il telescopio spaziale Kepler ha scoperto 130 mondi che orbitano attorno a stelle remote e intravisto 2.700 potenziali pianeti, ancora in attesa di conferma. Il telescopio è stato creato per osservare, con la sua precisione, circa 100mila stelle distanti, simili al Sole, alla ricerca di pianeti che orbitano intorno alla stella madre.

Il telescopio orbita a 64 milioni di chilometri dalla Terra, troppo lontano per tentare una missione di riparazione. Per ora la Nasa prende tempo e sta cercando modi alternativi per farlo funzionare. Si sta anche valutando se il glorioso Kepler, che tanto ha acceso la fantasia e l'entusiasmo di scienziati ed appassionati del cosmo, possa essere impiegato in altri tipi di osservazioni astronomiche, che non necessitino del livello di precisione che finora ha potuto impiegare.