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Spazio, tra Marte e Giove scoperte 28 nuove famiglie di asteroidi

La scoperta delle Nasa, grazie alla missione NeoWise, descritta su Astrophysical Journal. E domani "1998 qE2" passerà a sei milioni di chilometri dalla Terra. Nessun rischio collisione, ma la distanza relativamente breve permette di studiarne caratteristiche e di cogliere più informazioni per prevederne la traiettoria futura

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NELLA fascia fra Marte e Giove sono state individuate 28 nuove famiglie di asteroidi. La scoperta si deve alla missione della Nasa NeoWise, lanciata per studiare gli asteroidi vicini alla Terra (Near-Earth object) e quindi potenzialmente pericolosi.

Analizzando milioni di istantanee scattate nell'infrarosso dal satellite americano Wise (Wide-field Infrared Survey Explorer) e relative a 120.000 asteroidi dei 600.000 conosciuti, si legge su Astrophysical Journal, si è scoperto che 38.000 di questi oggetti possono essere assegnati a 76 famiglie, di cui, appunto, 28 nuove. Un passo fondamentale nella comprensione delle origini delle famiglie di asteroidi e delle collisioni che si pensa abbiano dato vita a questi agglomerati di sassi rocciosi. Che aiuterà, anche, a studiare meglio gli oggetti più minacciosi per il nostro pianeta.

Una famiglia di asteroidi si forma infatti quando una collisione rompe l'oggetto madre e lo frammenta in pezzi di varie dimensioni. I pezzi si muovono insieme 'in branco', in viaggio nello stesso percorso intorno al Sole, ma nel tempo i frammenti si allontanano e diventano sempre più sparsi.

"La missione Neowise ci sta permettendo di comprendere in modo dettagliato l'evoluzione degli asteroidi del sistema solare", ha detto Lindley Johnson, del programma di osservazione dei Neo della Nasa. "Questo - ha aggiunto - ci aiuterà a ripercorrere la traiettoria dei Neo dalle loro posizioni originarie e capire come alcuni di essi sono emigrati in orbite pericolose per la Terra".

La fascia principale degli asteroidi è una fonte importante di oggetti che orbitano 'pericolosamente' vicini al nostro pianeta. Alcuni di questi oggetti iniziano in orbite stabili, fino a quando una collisione o un disturbo gravitazionale li scaglia come palline di un flipper verso le zone interne del Sistema Solare e verso la Terra.

E domani l'asteroide "1998 qE2", di 2,7 chilometri di diametro, passerà a sei milioni di chilometri da noi. Nessun rischio collisione, si affretta a chiarire la Nasa, ma il transito a distanza "relativamente breve" permetterà agli astronomi di studiare le caratteristiche dell'asteroide con i telescopi ad alta risoluzione: ciò consentirà non solo di comprendere meglio le origini dell'oggetto celeste, ma anche di migliorare la precisione dei dati orbitali in modo da prevederne la traiettoria futura e i potenziali rischi.

E' difficile prevedere quali oggetti potranno in futuro rappresentare un pericolo: a causa della bassa albedo, la capacità di riflessione della loro superficie, gli asteroidi sono di norma virtualmente invisibili agli strumenti ottici a meno di non passare davanti a un corpo luminoso, e troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili.

Al momento la Nasa ha cinque sorvegliati speciali: oggetti sufficientemente massicci da costituire un rischio e con una possibilità di collisione superiore a una su un milione. Di questi, quello seguito più da vicino è un asteroide del diametro di 130 metri con una probabilità su tremila di colpire la terra nel 2048, e, soprattutto "Apophis", che ha una possibilità su 43mila di collisione nel 2029 e nei successivi passaggi del 2036, 2037 e 2069.