Scienze

La "signora delle staminali"
e il Nobel delle particelle

La farmacologa Elena Cattaneo e il fisico Carlo Rubbia sono stati nominati senatori a vita dal presidente Napolitano, insieme al direttore d'orchestra Claudio Abbado e all'architetto Renzo Piano. Ecco perché

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ROMA - Una nomina per "gli altissimi meriti" acquisiti nel difficile campo della ricerca scientifica, quella a senatori a vita per fisico Carlo Rubbia e per la farmacologa Elena Cattaneo, che si aggiunge a quella conferite al direttore d'orchestra Claudio Abbado e all'architetto Renzo Piano. Per le due personalità scientifiche, percorsi diversi ma altrettanto densi di conquiste e soddisfazioni professionali.

Carlo Rubbia. Premio Nobel per la fisica nel 1984 assieme a Simon Van Der Meer per aver scoperto "le particelle subatomiche w e z, comunicatori di interazione debole", il nome dello scienziati italiano è uno dei più noti in campo scientifico italiano e internazionale ed è legato soprattutto al Cern di Ginevra, che ha guidato nei primi anni Novanta e dove ha svolto la sua attività di ricerca, all'università di Harvard, dove ha insegnato per dal 1970 al 1998, e alle sue importanti scoperte nel campo della fisica delle particelle elementari, fino al più recente impegno nell'innovativo campo della produzione di energia dal "solare termodinamico". Nato a Gorizia il 31 marzo 1934, escluso e poi riammesso alla scuola normale di Pisa, Rubbia si è laureato nel 1957, anno in cui ha ottenuto un dottorato. Nella città toscana ha insegnato per due anni, prima della sua esperienza alla Columbia University come ricercatore. In seguito è di nuovo in Italia, a Roma, all'università la Sapienza. La lunga esperienza al Cern, il più grande laboratorio nel mondo per la fisica delle alte energie, inizia nel 1960. Nel 1970 viene nominato professore di fisica all'università di Harvard e da allora in poi si è diviso tra l'università statunitense e il Cern. Nel 1973 un gruppo di ricerca sotto la sua direzione fornì uno degli indizi sperimentali che ha poi portato alla formulazione della teoria di interazione elettrodebole attraverso l'osservazione di deboli correnti neutrali e che differiscono da quelle osservate precedentemente. Rubbia propose che il grande sincrotrone del cern venisse modificato in modo che i fasci di luce dei protoni accelerati e degli antiprotoni potessero collidere, rilasciando una quantità di energia sufficiente per far materializzare i bosoni deboli. Nel 1983 questi esperimenti provarono che le particelle w e z furono in effetti prodotte e che avevano caratteristiche che concordavano con il modello teorico.
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Rubbia è stato anche presidente dell'Enea, dal 1995 al 2005, anno in cui, in seguito a contrasti con il consiglio d'amministrazione dell'ente nazionale per l'energie alternative, criticò il governo  guidato allora da Berlusconi per "l'umiliazione che la ricerca in Italia sta subendo". L'ente fu commissariato. Il premio Nobel si è successivamente schierato contro gli investimenti nel campo dell'energia nucleare, "inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati", disse in un'intervista. Oggi è uno dei padri di una nuova tecnica, il solare termodinamico, una tecnologia che sfrutta, come fonte energetica primaria, la componente termica dell'energia solare, attraverso tecniche di concentrazione solare e relativo accumulo, per la produzione di energia elettrica. Nel 2007 il fisico friulano entra nel gruppo dei consiglieri in materia di energia e cambiamenti climatici, istituito dal presidente dell'unione europea barroso. Viene nominato presidente della task-force sulle energie rinnovabili presso il ministero dell'ambiente dal secondo governo Prodi. Nel 2008 diventa consigliere speciale per l'energia presso la commissione economica delle Nazioni Unite per l'America latina (cepal). Rubbia ha ricevuto 28 lauree honoris causa. È socio onorario nazionale dell'accademia nazionale dei lincei, della pontificia accademia delle scienze, della national academy of sciences americana, dell'accademia russa delle scienze, della royal society e di numerose altre accademie europee e americane. E gli è stato perfino dedicato un asteroide, il 8398 Rubbia.

Elena Cattaneo. E' stata la prima a studiare le staminali embrionali in Italia e tra i nomi più autorevoli a battersi per la libertà della ricerca su embrioni inutilizzati e congelati e per la procreazione assistita in occasione del referendum del 2005, Elena Cattaneo, docente di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, è nel quartetto prestigioso dei senatori a vita appena nominati dal Quirinale. Cinquantuno anni, passione per la ricerca e, soprattutto, estrema competenza su uno dei campi scientifici più attuali, quello delle cellule staminali neurali e le potenziali applicazioni, con particolare attenzione ai meccanismi di neurodegenerazione nella Corea di Huntington. La senatrice, laureatasi in Farmacia nel 1986 e con una ricca esperienza all'estero, già Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana, coordinatrice del progetto europeo NeuroStemcell e Rappresentante Nazionale presso l'Unione Europea per la ricerca Genomica e Biotecnologica fino al 2006, dirige oggi il Centro di Ricerca sulle Cellule Staminali dell'ateneo milanese UniStem ed è una delle maggiori e più qualificate sostenitrici italiane del ricorso alle staminali embrionali per la ricerca in laboratorio.
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Elena Cattaneo si è recentemente scagliata contro la validità del Metodo Stamina, discusso trattamento terapeutico a base di cellule staminali inventato da Davide Vannoni. La sua firma appare nella lettera inviata il 5 agosto da una ventina di studiosi e accademici esperti rivolta al ministro Lorenzin per richiedere la pubblicazione del protocollo del metodo al fine di scongiurare la copertura di brevetti e verificare qualità e caratteristiche della controversa sperimentazione. Cattaneo èautrice di centoquarantotto articoli scientifici sulle principali riviste scientifiche di rilevanza mondiale, da Nature a Science a Pnas, e protagonista di più di trecentocinquanta lectures e presentazioni a congressi e seminari, oltre che organizzatrice dal 2003 del congresso internazionale "Molecular Mechanism of neurodegeneration" che si tiene a Milano ogni due anni e attira quattrocento scienziati provenienti da tutto il mondo.