UN BAMBINO perfetto. Con un fisico forte e senza malattie ereditarie. Un'azienda statunitense si è assicurata un brevetto che promette di selezionare ragazzini "su misura". La Geenepeaks ha appena annunciato un nuovo servizio che, 'intrecciando' digitalmente il Dna dei futuri genitori, permetterà di verificare la presenza di potenziali patologie su migliaia di "bimbi virtuali". In questo modo i futuri mamma e papà, che si affidano alla fecondazione artificiale, potranno scegliere lo spermatozoo di un donatore e determinare le caratteristiche del futuro nascituro. Un sogno per molti neo genitori.
Il video. Nel video che pubblicizza la tecnica si parla di una scelta che punta a proteggere il bambino. Il servizio sarà lanciato a dicembre in America e la Genepeeks si concentrerà inizialmente sui donatori di seme. Simulando in che modo la sequenza genetica di una aspirante mamma - la potenziale cliente - potrebbe combinarsi con quella di diversi possibili partner.
Il colore degli occhi. Non si tratta dell'unica azienda che lavora in questa direzione. Pochi giorni fa la 23 and me ha depositato un brevetto per poter richiedere le caratteristiche del nascituro come, ad esempio, il colore degli occhi e dei capelli. La tecnica permetterebbe trovare la combinazione perfetta tra un futuro genitore e un donatore di ovuli o sperma. Il Wall Street Journal, che ha diffuso la notizia, spiega che il sistema aiuta a creare bambini più sani, ma apre anche la frontiera della più controversa "progettazione estetica".
Il genoma. L'interesse di Ann Morris, co fondatrice della Geenepeaks, per la genetica, nasce da un'esperienza. Suo figlio infatti è stato concepito con un donatore che si è poi rivelato condividere con la donna il gene per una malattia ereditaria. Genepeeks ha formalizzato una partnership con una banca del seme, la Manhattan Cryobank,e ha richiesto il brevetto per la tecnologia di screening del Dna. Una tecnica innovativa messa a punto sei mesi fa, con costi ridotti. "Riceviamo la sequenza di Dna da due futuri genitori e simuliamo il processo di riproduzione, creando sperma virtuale e ovuli virtuali. Poi li mettiamo insieme per formare il genoma di un ipotetico bambino", spiega il socio di Morris, Lee Silver, genetista ed esperto di bioetica all'Università di Princeton.
"A questo punto possiamo esaminare il genoma ipotetico e determinare il rischio che questo si traduca in un bambino con malattia. Stiamo cercando direttamente questo aspetto - sottolinea - e non lo stato di portatore sano. Per ogni coppia di persone che andremo ad analizzare, produciamo 10.000 bebè virtuali".
Il digital baby. Un esercito di 'digital baby', mappati 'a caccia' delle mutazioni 'spia' di 600 patologie. In seguito la lista 'filtrata' di potenziali donatori viene comunicata alla cliente. Mentre le informazioni genetiche restano private. Se per ora nel mirino ci sono condizioni recessive legate a un singolo gene, l'azienda punta a occuparsi in futuro anche di condizioni più complesse, in cui più geni giocano un ruolo importante. Il timore di molti esperti è che il servizio della start up newyorchese sia solo il primo passo verso uno scenario da film di fantascienza. Quello simile al film Gattaca, in cui il mondo è governato dall'ingegneria genetica. Nel film gli esseri umani sono divisi fra 'Validi', concepiti in provetta col Dna manipolato. e 'Non Validi' considerati dei paria.
Il video. Nel video che pubblicizza la tecnica si parla di una scelta che punta a proteggere il bambino. Il servizio sarà lanciato a dicembre in America e la Genepeeks si concentrerà inizialmente sui donatori di seme. Simulando in che modo la sequenza genetica di una aspirante mamma - la potenziale cliente - potrebbe combinarsi con quella di diversi possibili partner.
Il colore degli occhi. Non si tratta dell'unica azienda che lavora in questa direzione. Pochi giorni fa la 23 and me ha depositato un brevetto per poter richiedere le caratteristiche del nascituro come, ad esempio, il colore degli occhi e dei capelli. La tecnica permetterebbe trovare la combinazione perfetta tra un futuro genitore e un donatore di ovuli o sperma. Il Wall Street Journal, che ha diffuso la notizia, spiega che il sistema aiuta a creare bambini più sani, ma apre anche la frontiera della più controversa "progettazione estetica".
Il genoma. L'interesse di Ann Morris, co fondatrice della Geenepeaks, per la genetica, nasce da un'esperienza. Suo figlio infatti è stato concepito con un donatore che si è poi rivelato condividere con la donna il gene per una malattia ereditaria. Genepeeks ha formalizzato una partnership con una banca del seme, la Manhattan Cryobank,e ha richiesto il brevetto per la tecnologia di screening del Dna. Una tecnica innovativa messa a punto sei mesi fa, con costi ridotti. "Riceviamo la sequenza di Dna da due futuri genitori e simuliamo il processo di riproduzione, creando sperma virtuale e ovuli virtuali. Poi li mettiamo insieme per formare il genoma di un ipotetico bambino", spiega il socio di Morris, Lee Silver, genetista ed esperto di bioetica all'Università di Princeton.
"A questo punto possiamo esaminare il genoma ipotetico e determinare il rischio che questo si traduca in un bambino con malattia. Stiamo cercando direttamente questo aspetto - sottolinea - e non lo stato di portatore sano. Per ogni coppia di persone che andremo ad analizzare, produciamo 10.000 bebè virtuali".
Il digital baby. Un esercito di 'digital baby', mappati 'a caccia' delle mutazioni 'spia' di 600 patologie. In seguito la lista 'filtrata' di potenziali donatori viene comunicata alla cliente. Mentre le informazioni genetiche restano private. Se per ora nel mirino ci sono condizioni recessive legate a un singolo gene, l'azienda punta a occuparsi in futuro anche di condizioni più complesse, in cui più geni giocano un ruolo importante. Il timore di molti esperti è che il servizio della start up newyorchese sia solo il primo passo verso uno scenario da film di fantascienza. Quello simile al film Gattaca, in cui il mondo è governato dall'ingegneria genetica. Nel film gli esseri umani sono divisi fra 'Validi', concepiti in provetta col Dna manipolato. e 'Non Validi' considerati dei paria.