Un "Gps spaziale" per viaggiare nel cosmo
Il sistema di tracciamento delta-DOR, una “GPS” spaziale che usa come riferimento la posizione dei quasar all’interno di lontanissime galassie. (Credits: ESA)
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Immagine artistica della sonda Mars Express, per la quale è stato utilizzato dalla ESA il metodo delta-DOR nel 2003 (Credits: NASA/JPL)
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Immagine artistica della missione Rosetta dell’ESA, che nel 2014 raggiungerà la cometa 67P/Churymov-Gerasimenko (Credits: ESA/Astrium-E. Viktor)
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La sonda Ulysses - missione congiunta Nasa-Esa - che per la prima volta nel 1992 sfruttò il sistema di navigazione delta-DOR (Credits: NASA/D. Hardy)
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Cebreros, l’antenna da 35 metri presso Madrid usata dall’ESA per determinare la posizione delle sonde. Cebreros fa parte della rete europea DSA (Deep Space Antennas) (Credits: Cebreros)
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L’altra antenna della rete europea DSA, che si trova a New Norcia nell’ovest dell’Australia (Credits: ESA)
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La galassia NGC 4438, a 50 milioni di anni luce da noi, che ospita al suo interno un quasar (Credits: NASA/ESA, Jeffrey Kenney (Yale University), Elizabeth Yale (Yale University)