ISTANBUL - Un gruppo di scienziati italo-francesi ha sviluppato il primo test per predire e identificare il cosiddetto mal di montagna acuto. Si tratta di un malessere che si verifica quando si sale a quote elevate, di solito superiori ai 2.500 metri, e si comincia ad accusare ipossia, una ridotta quantità di ossigeno a sangue e tessuti.
La risposta all'ipossia è molto diversa a seconda degli individui e alcuni possono mostrare sintomi severi e anche arrivare a edema polmonare e cerebrale.
I ricercatori dell'Università degli studi di Firenze hanno ipotizzato che il cattivo adattamento cardiovascolare all'ipossia fosse il principale responsabile per i sintomi del mal di montagna e hanno sviluppato un test per predire la possibile futura comparsa dei sintomi. Il test si effettua misurando la saturazione di ossigeno e, tramite ultrasuoni, l'escursione sistolica della tricuspide piano anulare (Tapse), anche se è necessario eseguire il test, che ha una sensibilità del 92 per cento, rimanendo per quattro ore a grande altitudine. Lo studio è stato presentato durante il meeting annuale EuroEcho-Imaging 2013 della European Association of Cardiovascular Imaging di Istanbul.
La risposta all'ipossia è molto diversa a seconda degli individui e alcuni possono mostrare sintomi severi e anche arrivare a edema polmonare e cerebrale.
I ricercatori dell'Università degli studi di Firenze hanno ipotizzato che il cattivo adattamento cardiovascolare all'ipossia fosse il principale responsabile per i sintomi del mal di montagna e hanno sviluppato un test per predire la possibile futura comparsa dei sintomi. Il test si effettua misurando la saturazione di ossigeno e, tramite ultrasuoni, l'escursione sistolica della tricuspide piano anulare (Tapse), anche se è necessario eseguire il test, che ha una sensibilità del 92 per cento, rimanendo per quattro ore a grande altitudine. Lo studio è stato presentato durante il meeting annuale EuroEcho-Imaging 2013 della European Association of Cardiovascular Imaging di Istanbul.