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Una stazione sulle Dolomiti per misurare l'inquinamento da mercurio

L'Università Cà Foscari di Venezia e l'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del Cnr partecipano insieme ad un progetto per scoprire l'impatto sull'uomo e sull'ambiente del mercurio gassoso, un metallo tossico prodotto dai processi industriali. Il progetto, finanziata dall'Ue con 10 milioni di euro, fa parte del Global Mercury Observation System, una rete che coinvolge 23 istituti a livello mondiale

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PER misurare la presenza naturale nell'atmosfera di mercurio gassoso, uno dei metalli più tossici per l'uomo e l'ambiente prodotto da processi industriali, alcuni scienziati dell'Università Cà Foscari di Venezia hanno attivato una base sulle Dolomiti a 2.550 metri di quota. La stazione si trova sul Col Margherita, a confine tra Veneto e Trentino-Alto Adige e fa parte della rete globale Gmos (Global Mercury Observation System), che coinvolge 23 istituti internazionali. Le altre stazioni attive si trovano in aree sensibili del pianeta, ma anche su aerei a seimila metri di altezza e su navi che attraversano gli oceani.

Le ricerche sulla base delle Dolomiti, alle quali partecipa anche l'Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali del Cnr, sono state finanziata con 10 milioni di euro dall'Unione europea e forniranno dati che contribuiranno a indirizzare le future politiche ambientali dell'Unione. Il mercurio è prodotto dall'uomo attraveso processi che avvengono nelle industrie plastiche e nelle discariche di rifiuti, ma soprattutto attraverso la combustione di carburanti fossili (come il petrolio). Questo metallo volatile può percorrere lunghe distanze nella sua forma gassosa e attaccandosi a piccole particelle di polvere può rimanere nell’atmosfera fino ad un anno prima di depositarsi sulla terra con le piogge. Alcuni organismi microscopici del suolo possono trasformare il mercurio inorganico, la forma meno velenosa, in mercurio organico, che è invece molto tossico. Una volta che questo metallo diventa solubile nei grassi può passare attraverso le membrane cellulari degli animali ed entrare nella catena alimentare dell'uomo.

"Vogliamo capire quale sia l'impatto dell'uomo sulle variazioni nel ciclo del mercurio nell'ambiente - ha spiegato Carlo Barbante, professore di Chimica analitica all'Università Cà Foscari -. Il compito della nostra stazione è vedere quale sia il fondo naturale dell'inquinante in un sito di alta quota". La strumentazione a disposizione dei ricercatori aggiorna telematicamente il team ogni cinque minuti con i dati sul mercurio, oltre a misurare parametri meteorologici e campioni di precipitazioni. Anche gli sciatori del Col Margherita potranno essere aggiornati sui dati raccolti grazie ad uno schermo messo alla base della funivia che porta in cima alla montagna: temperatura, precipitazioni ed effetto del vento sulla sensazione termica sarannò trasmessi in tempo reale.