UNA LUCE POLARIZZATA invisibile agli umani e una danza per comunicare con il resto dello sciame: sono questi gli ultimi segreti della vita delle api, scoperti dagli scienziati del Queensland Brain Institute in Australia e pubblicati nello studio "Honeybee navigation: critically examining the role of polarization compass" (La navigazione delle api: un esame critico del ruolo della bussola della polarizzazione).
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La ricerca - guidata dal professore Mandyam Srinivasan - ha rivelato che le api riescono a rintracciare il nettare necessario per produrre il miele interpretando nel cielo la configurazione di una luce polarizzata. Possono farlo anche quando il sole non è visibile e, per poi rivelare la direzione della fonte di approvvigionamento a tutte le altre, compiono una particolare danza. Gli scienziati hanno fatto volare questi insetti in un tunnel diretto a una fonte di zucchero, su cui era proiettata solo una luce polarizzata ed era impossibile vedere il sole: a volte la luce era allineata al tunnel, altre era perpendicolare. A seconda della sua posizione, la danza con cui le api dimenavano l'addome tornando all'alveare - e che i ricercatori hanno filmato - cambiava direzione: se la luce era perpendicolare al tunnel le api si muovevano principalmente in direzione verticale, mentre se la luce risultava allineata al tunnel gli insetti si muovevano in orizzontale da destra a sinistra.
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Per i ricercatori australiani - il cui studio è stato pubblicato sulla rivista Philosophical Transactions of the Royal Society - questa scoperta è stata utile per analizzare nel dettaglio il funzionamento di una struttura celebrale semplice come quella delle api: l'esperimento condotto all'interno del tunnel ha dimostrato che, a seconda della posizione della luce polarizzata e dunque della direzione della danza di questi insetti, nel loro cervello si attivano rispettivamente due diverse "cellule di località". Da queste quattro cellule, un cervello più piccolo della capocchia di uno spillo può individuare in che direzione si trova la fonte del miele rispetto all'alveare. "Più aumentano le nostre conoscenze su come le api operano nell'ambiente, più siamo stupiti dalla maniera elegante con cui risolvono problemi di navigazione molto complicati, per poi comunicare i dati alle altre", ha spiegato Srinivasan.