
La scoperta arriva da due biologi marini, Daniel E. Holt e Carol E. Johnston, dell’Università di Auburn in Alabama, negli Stati Uniti, che hanno pubblicato i risultati dello studio su Behavioral Ecology, in un articolo intitolato Evidence of the Lombard effect in fishes. La notizia è diffusa da Sciencemag.com. L’articolo riferisce che si tratta del primo studio che dimostra che i pesci ‘sintonizzano’ il volume della loro voce in base al rumore circostante.
"Nonostante sia stata compiuta una significativa quantità di sforzi per indagare la risposta ad elevati livelli di rumore degli organismi che abitano gli ambienti terrestri e marini", si legge nello studio, "una quantità relativamente piccola di questi sforzi è stata diretta allo studio della risposta nel caso di organismi che abitano piccoli ambienti di acqua dolce".
In generale, il rumore influisce sulla comunicazione, non solo tra individui ma anche tra animali: questo studio, in particolare evidenzia tale fenomeno nei pesci. E diverse specie sono accomunate dalla minaccia acustica, come si legge anche nello studio, a causa della rapida espansione dell’industria e dei trasporti, che ha contribuito ad un forte aumento del livello di rumore. Tornando allo studio odierno, i ricercatori hanno studiato la Cyprinella venusta (nome americano Blacktail shiner), un piccolo pesce d’acqua dolce caratterizzato da una macchia nera sulla coda, che appartiene alla famiglia dei Ciprinidi. Questa famiglia comprende quasi 3000 specie ed è originaria
dell’America del Nord.
Gli scienziati hanno posto i pesciolini in alcune vasche per misurarne i suoni. In particolare, i biologi hanno osservato che i maschi producono due tipi di suoni, cioè ‘ringhi’ e ‘colpi’, mentre le femmine non producono rumore. I ‘ringhi’ sono simili a brontolii, dunque continui e fragorosi, mentre i colpi sono più netti, un po’ come quando avviene uno schiocco.
In seguito, gli scienziati hanno ripetuto l’esperimento mediante altoparlanti subacquei che diffondono "rumore bianco", cioè un segnale rumoroso casuale, per vedere se e come potesse cambiare la comunicazione tra i pesciolini. Gli scienziati avevano ipotizzato che i pesciolini Cyprinella venusta compensassero la presenza del rumore riducendo la distanza che intercorreva tra il mittente dell’informazione e il destinatario, incrementando l’intensità della loro "voce" o cambiando la frequenza temporale dei suoni per aumentarne la ridondanza. Dai risultati dell’indagine, i biologi osservano che gli animali, più che avvicinarsi gli uni agli altri, aumentavano
il volume, mantenendosi alla stessa distanza (anche se in una delle circostanze analizzate la distanza risultava minore).
In presenza di questo rumore di fondo, infatti, l’analisi dello spettro del segnale ha rilevato un aumento del livello acustico, indicando la presenza di un particolare fenomeno biologico, chiamato effetto Lombard. Questo effetto consiste nell’involontaria tendenza di chi parla o in generale di chi comunica ad incrementare l’intensità della voce in presenza di un ambiente rumoroso, con un conseguente aumento acustico del rapporto segnale/rumore (dove il segnale è la voce e il rumore è il disturbo in sottofondo). I ricercatori, inoltre, sottolineano la necessità di ulteriori studi relativi alla comunicazione dei pesci in ambienti rumorosi, per capire se siano sottoposti a stress e se mettano in atto altri comportamenti differenti.