MELBOURNE - I figli di coppie gay sono "più in salute e felici" rispetto a quelli cresciuti in famiglie "tradizionali" composte da un padre e una madre. Almeno, questa è la conclusione cui è giunto uno studio dell'Università di Melbourne, pubblicato sulla rivista scientifica Bmc Public Health, che sta scatenando nel mondo un grande dibattito, anche nella stessa comunità scientifica. "Si dice sempre che i bambini di genitori gay abbiano una vita più difficile perché senza un padre o una madre", ha detto il professor Simon Crouch a capo del team di ricercatori. "Ma la realtà, come dimostra il nostro studio, è diversa".
Lo studio. I ricercatori hanno condotto la loro ricerca su un campione di 315 famiglie omogenitoriali in tutta Australia, per un totale di 500 bambini (l'80 per cento di essi con due "mamme", il 20 con due "papà"). E i risultati sono, per molti, sorprendenti: i figli di famiglie omogenitoriali sarebbero, secondo i calcoli scientifici dell'Università, del sei per cento più in salute di quelli con una mamma e un papà. Non solo: essi mostrerebbero una maggiore propensione alla coesione familiare. Mentre per quanto riguarda parametri come autostima, salute mentale e comportamentale non mostrerebbero alcuna differenza.
Le motivazioni. Secondo Crouch, ciò è dovuto a una maggiore e migliore distribuzione di responsabilità e compiti all'interno di una famiglia con genitori omosessuali rispetto a quella "tradizionale". "In questo caso i genitori", ha scritto Crouch, "si dividono oneri e doveri non rispetto ai tipici stereotipi sessuali, ma semplicemente in base alle loro qualità e caratteristiche. Ciò contribuisce a sviluppare un clima più armonioso in casa e ha un impatto positivo sui figli e sulla loro salute".
Il problema discriminazioni. Lo studio ha sottolineato tuttavia che l'aspetto che più nuoce sulla salute di bambini in famiglie omogenitoriali sono le discriminazioni, spesso inconsapevoli, alle quali il nucleo familiare è sottoposto, dalle offese alle lettere formali che si rivolgono ai genitori con "Signor, Signora". Ma le conseguenze di questo fenomeno sarebbero tuttavia limitate. In Australia, dove è stato condotto lo studio, l'11 per cento delle coppie gay e il 33 per cento delle coppie composte da due donne lesbiche ha almeno un bambino.
Lo studio. I ricercatori hanno condotto la loro ricerca su un campione di 315 famiglie omogenitoriali in tutta Australia, per un totale di 500 bambini (l'80 per cento di essi con due "mamme", il 20 con due "papà"). E i risultati sono, per molti, sorprendenti: i figli di famiglie omogenitoriali sarebbero, secondo i calcoli scientifici dell'Università, del sei per cento più in salute di quelli con una mamma e un papà. Non solo: essi mostrerebbero una maggiore propensione alla coesione familiare. Mentre per quanto riguarda parametri come autostima, salute mentale e comportamentale non mostrerebbero alcuna differenza.
Le motivazioni. Secondo Crouch, ciò è dovuto a una maggiore e migliore distribuzione di responsabilità e compiti all'interno di una famiglia con genitori omosessuali rispetto a quella "tradizionale". "In questo caso i genitori", ha scritto Crouch, "si dividono oneri e doveri non rispetto ai tipici stereotipi sessuali, ma semplicemente in base alle loro qualità e caratteristiche. Ciò contribuisce a sviluppare un clima più armonioso in casa e ha un impatto positivo sui figli e sulla loro salute".
Il problema discriminazioni. Lo studio ha sottolineato tuttavia che l'aspetto che più nuoce sulla salute di bambini in famiglie omogenitoriali sono le discriminazioni, spesso inconsapevoli, alle quali il nucleo familiare è sottoposto, dalle offese alle lettere formali che si rivolgono ai genitori con "Signor, Signora". Ma le conseguenze di questo fenomeno sarebbero tuttavia limitate. In Australia, dove è stato condotto lo studio, l'11 per cento delle coppie gay e il 33 per cento delle coppie composte da due donne lesbiche ha almeno un bambino.