Scienze

Neurocomic, il nostro cervello è un'Odissea a fumetti

L'autore è Matteo Farinella, neuroscienziato 30enne di base a Londra. Con la collega Hana Ros ha realizzato un romanzo grafico per raccontare cosa succede nella nostra mente. Un viaggio attraverso mondi sconosciuti dove si fanno strani incontri. Il cane di Pavlov, per esempio...

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NEL MEZZO del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura... fatta di neuroni. È un viaggio in stile Divina Commedia quello del protagonista di Neurocomic, il graphic novel scritto dal Matteo Farinella, neuroscienziato 30enne con la passione del fumetto: "Sono nato a Bologna ma da oltre sei anni vivo a Londra. Dopo aver studiato biologia in Italia ho deciso di specializzarmi con un dottorato in neuroscienze alla Universtiy College London", racconta Matteo. "Ultimamente la mia passione per il disegno ha preso il sopravvento e, una volta concluso il dottorato, ho deciso di dedicarmi alla divulgazione scientifica a fumetti".

Il malcapitato protagonista di Neurocomic (Rizzoli Lizard, pp. 144 b/n, euro 16) deve trovare la via d'uscita dal cervello in cui è stato catapultato, attraversando mondi pieni di insidie tra creature dall'aspetto bizzarro. A fargli da Virgilio nel delirio della nostra mente, i pionieri delle scienze neurologiche: dal primo studioso del cervello, Santiago Ramòn y Cajal, a Camillo Golgi, il premio Nobel italiano che scoprì un metodo per colorare pochi neuroni per volta riuscendo così a osservare la loro complessa ramificazione. E poi, tra le altre guide di questo allucinante viaggio, Alan Lloyd Hodgkin e Andrew Huxley, Luigi Galvani ed Eric Kandel. E troviamo anche Ivan Pavlov e il suo famoso cane che ci spiegano il meccanismo del "condizionamento": "Durante la scrittura", continua il fumettista scienziato, "pensavo molto ai grandi classici di 'viaggio': oltre alla Divina Commedia, l'Odissea, I viaggi Di Gulliver, Alice nel paese delle meraviglie. Sono tutti esempi in cui un eroe, spesso reticente, va alla deriva tra sogno e realtà e ne esce arricchito, più saggio e istruito. Questa sembra la struttura più efficace quando un autore vuole 'insegnare' qualcosa al lettore, senza risultare arrogante o paternalistico".
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Anche perché introdurre un "comune mortale" al complesso mondo della mente umana non è certo una missione facile. Anzi. A un profano, solo leggere i titoli dei cinque capitoli in cui è suddiviso il volume - morfologia, farmacologia, elettrofiosiologia, plasticità e sincronicità -, fa venire il malditesta. Insomma, parlare di cellule granulari, dentriti e assoni in un fumetto, sembra una mossa un po' azzardata: "È vero ma una volta cominciata la scrittura di Neurocomic mi è sembrata un'idea quasi ovvia. Le neuroscienze sono un campo ancora relativamente inesplorato ma molto affascinante, che negli ultimi anni sta richiamando sempre più attenzione. Allo stesso modo il fumetto è un'arte giovane, che solo negli ultimi 20-30 anni ha cominciato a trattare temi più complessi, ma rimane comunque molto popolare e di facile lettura", spiega Matteo che ha realizzato il libro insieme a un'altra neuroscienziata, Hana Ros. "Inoltre immagini e metafore da sempre sono essenziali nella divulgazione scientifica. Quindi credo che il fumetto sia il mezzo ideale per visualizzare argomenti complessi come quelli scientifici. Spero di vedere sempre più esperimenti in questa direzione nei prossimi anni".