CI SONO i fortunati che il risotto lo fanno con i funghi che hanno raccolto personalmente nei boschi. Ma ci sono anche coloro che si affidano alle bustine di porcini secchi acquistate sugli scaffali dei negozi di alimentari. Spesso questi ultimi però, non sanno di avere sul piatto specie provenienti dalla Cina delle quali non si sa nemmeno il nome. Non è un'eccezione perché si stima che siano oltre 10 milioni le specie di funghi esistenti al mondo delle quali solo 100.000 sono state descritte e di queste, quelle più note, sono solo 16.000. A catalogarne il maggior numero possibile ci stanno pensando due ricercatori inglesi Bryn Dentinger e Laura Martinez-Suz dell'Orto Botanico Kew di Londra che hanno pubblicato un articolo sulla rivista PeerJ. I due micologi dopo aver comprato una bustina di funghi porcini secchi al supermercato, anziché farne un buon risotto, ne hanno analizzato il Dna. Con grande sorpresa hanno visto che nella bustina erano presenti, non solo le cinque specie classiche già note, ma anche specie provenienti dalla Cina alle quali hanno dato per la prima volta un nome.
Sono centinaia di migliaia le tonnellate di funghi porcini raccolti ogni anno nel loro ambiente naturale ossia non coltivati e venduti in tutto il mondo. La maggior parte di quelli raccolti nella provincia cinese dello Yunnan finisce sui mercati europei e nordamericani. L'esportazione in Europa è iniziata nel 1970 ma fino allo scorso dicembre nessuna specie di funghi possedeva un nome scientifico. "Per analizzare il Dna dei 15 pezzetti presenti nel pacchetto", ha detto Dentinger, "abbiamo impiegato meno di una settimana, ma se avessimo voluto lo avremmo potuto fare in un solo giorno". Secondo gli autori dello studio i funghi hanno un tasso di estinzione superiore alla velocità di catalogazione e per questo sperano che il loro lavoro di documentazione sia d'esempio per altri ricercatori.
Sono centinaia di migliaia le tonnellate di funghi porcini raccolti ogni anno nel loro ambiente naturale ossia non coltivati e venduti in tutto il mondo. La maggior parte di quelli raccolti nella provincia cinese dello Yunnan finisce sui mercati europei e nordamericani. L'esportazione in Europa è iniziata nel 1970 ma fino allo scorso dicembre nessuna specie di funghi possedeva un nome scientifico. "Per analizzare il Dna dei 15 pezzetti presenti nel pacchetto", ha detto Dentinger, "abbiamo impiegato meno di una settimana, ma se avessimo voluto lo avremmo potuto fare in un solo giorno". Secondo gli autori dello studio i funghi hanno un tasso di estinzione superiore alla velocità di catalogazione e per questo sperano che il loro lavoro di documentazione sia d'esempio per altri ricercatori.