IERI MATTINA eravamo tutti con il fiato sospeso, mentre Philae scendeva silenziosamente verso la cometa. Una manovra rocambolesca, durata sette ore e conclusa con successo. Alle 17:03 è arrivato il segnale da Rosetta, e tutto il mondo ha festeggiato l'impresa storica della missione. Entusiasmo più che giustificato, non c'è che dire. Con uno sforzo senza precedenti, l'Agenzia Spaziale Europea è riuscita a far atterrare un congegno grande come una lavatrice su un corpo celeste di qualche chilometro in modo automatico. Il tutto a una distanza di più di 500 milioni di chilometri, dopo un viaggio di 10 anni e 6 miliardi e mezzo di chilometri. Insomma, una cosa da andare fieri. Philae ce l'ha fatta, e ora è sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Il lander sta bene, fanno sapere gli scienziati, e nonostante gli imprevisti dell'atterraggio ha mandato alcune immagini. Ma la situazione resta ancora precaria, e nel corso della giornata verranno decisi i prossimi passi.
Rimbalzando sulla cometa. L'accometaggio è andato bene, anche se con qualche imprevisto. "Forse non siamo atterrati solo una volta, ma due", ha sottolineato Stephan Ulamec del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), project manager di Philae. Secondo i dati ricevuti, Philae avrebbe infatti rimbalzato sulla superficie prima di stabilizzarsi. Il lander sarebbe sprofondato per qualche centrimetro, nonostante alcuni problemi riscontrati durante l'atterraggio. Come già si sapeva dal mattino, i razzi di stabilizzazione non hanno funzionato, e pare che nemmeno gli arpioni del lander abbiano sparato. Philae sarebbe quindi sulla superficie, ma senza gli arpioni ad ancorarlo alla cometa.
Situazione precaria? Secondo aggiornamenti resi noti dalla BBC questa mattina, il lander sarebbe in ogni caso stabile, ma in una situazione relativamente precaria. Per il momento infatti, Philae sarebbe "seduto" sulla cometa, e ci sarebbe solo la tenue gravità della cometa a tenerlo attaccato al suolo. Quanto debole? Dal momento che il nucleo cometario è grande pochi chilometri, il suo campo gravitazionale è estremamente ridotto, circa un decimillesimo di quello terrestre. Il lander, che sulla Terra peserebbe circa 100 chili, sulla 67P/Churyumov-Gerasimenko ha un peso dell'ordine di una decina di grammi, ed è quindi in una situazione molto delicata. "Non siamo ancora ancorati", ha fatto sapere questa mattina Ulamec alla BBC, "stiamo sulla cometa in qualche modo con il solo peso del lander. Siamo abbastanza sicuri di dove siamo atterrati la prima volta, e poi abbiamo fatto un bel salto. Alcuni dicono di almeno un chilmetro di altezza".
Momento delicato. Nel frattempo, in attesa che arrivino dati aggiornati, in rete iniziano a circolare le prime immagini inviate dal lander. Oltre a quelle rese note ieri sera relative al sito poco prima dell'atterraggio, in mattinata lo strumento CIVA ha effettuato le prime riprese, in cui si vede una porzione della superficie e una delle gambe del lander. Per il momento all'Esa stanno valutando tutte le strategie possibili. Tentare di sparare gli arpioni ora che il lander è sulla superficie è molto rischioso, perché l'effetto di rinculo potrebbe spedire il lander nello spazio.
Philae è contento. All'Esa sono comunque fiduciosi: "Philae è sulla superficie e sta facendo un lavoro meraviglioso, sta lavorando bene e possiamo dire di avere un lander molto contento", ha dichiarato Paolo Ferri, Direttore delle operazioni di missione. Nel corso di una conferenza stampa tenuta questo pomeriggio, all'Esa hanno fatto sapere che durante il contatto radio con la sonda di questa mattina, le comunicazioni si sono rivelate stabili e tutti i dati sono stati scaricati in modo corretto. Le prime analisi hanno mostrato che prima di stabilizzarsi, il lander ha rimbalzato tre volte, atterrando a circa un chilometro dal punto del primo impatto, e al momento gli esperti stanno cercando di localizzare con precisione la posizione del lander.
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Il team ha inoltre confermato che gli arpioni non sono stati sparati, e che la batteria principale funziona correttamente. Anche se parte del lander è in una zona d'ombra, sembra che alcuni dei pannelli fotovoltaici stiano funzionando bene e ricaricando il lander. Ad aiutare Philae a raddrizzarsi, però, potrebbe essere Mupus, il braccio meccanico che farà da perno contro la roccia. È l'ipotesi alla quale i tecnici dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) lavoreranno nella notte. Se invece il lander rimarrà nella posizione attuale, l'Esa potrebbe decidere di metterlo in ibernazione: "La decisione potrebbe essere presa nei prossimi due o tre giorni e il comando verrebbe dato da Terra", ha spiegato il coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini. "Batterie e pannelli solari di Philae sono stati progettati anche per un'eventualità come questa, per 'risvegliarsi' quando la cometa si avvicinerà al Sole". Domani, invece, la decisione su se e come attivare il trapano. Nel frattempo, gli scienziati stanno analizzando i dati ricevuti dai vari strumenti di Philae, fra cui Mupus, Romap, Rolis, Cosac e Consert. Ora all'Esa si sta valutando la situazione generale del bilancio termico e dell'alimentazione elettrica di Philae, ma per il momento tutto sembra andare per il meglio. Con un tweet abbastanza scherzoso, i responsabili della missione hanno fatto dire a Philae "Rosetta, sono convinto che i nostri team mi troveranno. Non vorrei perdere il contatto con te". Certamente, e nemmeno noi.
Rimbalzando sulla cometa. L'accometaggio è andato bene, anche se con qualche imprevisto. "Forse non siamo atterrati solo una volta, ma due", ha sottolineato Stephan Ulamec del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR), project manager di Philae. Secondo i dati ricevuti, Philae avrebbe infatti rimbalzato sulla superficie prima di stabilizzarsi. Il lander sarebbe sprofondato per qualche centrimetro, nonostante alcuni problemi riscontrati durante l'atterraggio. Come già si sapeva dal mattino, i razzi di stabilizzazione non hanno funzionato, e pare che nemmeno gli arpioni del lander abbiano sparato. Philae sarebbe quindi sulla superficie, ma senza gli arpioni ad ancorarlo alla cometa.
Situazione precaria? Secondo aggiornamenti resi noti dalla BBC questa mattina, il lander sarebbe in ogni caso stabile, ma in una situazione relativamente precaria. Per il momento infatti, Philae sarebbe "seduto" sulla cometa, e ci sarebbe solo la tenue gravità della cometa a tenerlo attaccato al suolo. Quanto debole? Dal momento che il nucleo cometario è grande pochi chilometri, il suo campo gravitazionale è estremamente ridotto, circa un decimillesimo di quello terrestre. Il lander, che sulla Terra peserebbe circa 100 chili, sulla 67P/Churyumov-Gerasimenko ha un peso dell'ordine di una decina di grammi, ed è quindi in una situazione molto delicata. "Non siamo ancora ancorati", ha fatto sapere questa mattina Ulamec alla BBC, "stiamo sulla cometa in qualche modo con il solo peso del lander. Siamo abbastanza sicuri di dove siamo atterrati la prima volta, e poi abbiamo fatto un bel salto. Alcuni dicono di almeno un chilmetro di altezza".
Momento delicato. Nel frattempo, in attesa che arrivino dati aggiornati, in rete iniziano a circolare le prime immagini inviate dal lander. Oltre a quelle rese note ieri sera relative al sito poco prima dell'atterraggio, in mattinata lo strumento CIVA ha effettuato le prime riprese, in cui si vede una porzione della superficie e una delle gambe del lander. Per il momento all'Esa stanno valutando tutte le strategie possibili. Tentare di sparare gli arpioni ora che il lander è sulla superficie è molto rischioso, perché l'effetto di rinculo potrebbe spedire il lander nello spazio.
Philae è contento. All'Esa sono comunque fiduciosi: "Philae è sulla superficie e sta facendo un lavoro meraviglioso, sta lavorando bene e possiamo dire di avere un lander molto contento", ha dichiarato Paolo Ferri, Direttore delle operazioni di missione. Nel corso di una conferenza stampa tenuta questo pomeriggio, all'Esa hanno fatto sapere che durante il contatto radio con la sonda di questa mattina, le comunicazioni si sono rivelate stabili e tutti i dati sono stati scaricati in modo corretto. Le prime analisi hanno mostrato che prima di stabilizzarsi, il lander ha rimbalzato tre volte, atterrando a circa un chilometro dal punto del primo impatto, e al momento gli esperti stanno cercando di localizzare con precisione la posizione del lander.
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Il team ha inoltre confermato che gli arpioni non sono stati sparati, e che la batteria principale funziona correttamente. Anche se parte del lander è in una zona d'ombra, sembra che alcuni dei pannelli fotovoltaici stiano funzionando bene e ricaricando il lander. Ad aiutare Philae a raddrizzarsi, però, potrebbe essere Mupus, il braccio meccanico che farà da perno contro la roccia. È l'ipotesi alla quale i tecnici dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) lavoreranno nella notte. Se invece il lander rimarrà nella posizione attuale, l'Esa potrebbe decidere di metterlo in ibernazione: "La decisione potrebbe essere presa nei prossimi due o tre giorni e il comando verrebbe dato da Terra", ha spiegato il coordinatore scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Flamini. "Batterie e pannelli solari di Philae sono stati progettati anche per un'eventualità come questa, per 'risvegliarsi' quando la cometa si avvicinerà al Sole". Domani, invece, la decisione su se e come attivare il trapano. Nel frattempo, gli scienziati stanno analizzando i dati ricevuti dai vari strumenti di Philae, fra cui Mupus, Romap, Rolis, Cosac e Consert. Ora all'Esa si sta valutando la situazione generale del bilancio termico e dell'alimentazione elettrica di Philae, ma per il momento tutto sembra andare per il meglio. Con un tweet abbastanza scherzoso, i responsabili della missione hanno fatto dire a Philae "Rosetta, sono convinto che i nostri team mi troveranno. Non vorrei perdere il contatto con te". Certamente, e nemmeno noi.