OLTRE 20 anni fa aveva deciso di rompere con la famiglia, la comunità scientifica e la scienza andando a vivere, sotto falso nome, in un piccolo villaggio dei Pirenei. E lì è rimasto, nascosto al mondo, per il resto dei suoi giorni. Alexander Grothendieck, considerato come il più grande matematico e uno dei più eccentrici geni del XXesimo secolo, è morto in Francia giovedì all'età di 86 anni. Grothendieck è deceduto nell'ospedale di Saint-Girons, non lontano da Lasserre, il villaggio in cui si era segretamente recluso. Il matematico era nato nel 1928 da una famiglia atipica: il padre, Sascha Shapiro, russo di confessione ebraica, era un fotografo e anarchico militante; molto impegnata anche la madre, Hanka, giornalista.
Apolide naturalizzato francese nel 1971, Grothendieck aveva trascorso gran parte della sua vita in Francia, svolgendo un lavoro pioneristico in algebra e geometria che gli era valso la medaglia Fields, il Premio Nobel della matematica, nel 1966. Ma dagli anni 70 aveva essenzialmente abbandonato le sue ricerche, preferendo focalizzarsi sulle sue battaglie ecologiste e pacifiste.
Apolide naturalizzato francese nel 1971, Grothendieck aveva trascorso gran parte della sua vita in Francia, svolgendo un lavoro pioneristico in algebra e geometria che gli era valso la medaglia Fields, il Premio Nobel della matematica, nel 1966. Ma dagli anni 70 aveva essenzialmente abbandonato le sue ricerche, preferendo focalizzarsi sulle sue battaglie ecologiste e pacifiste.