Scienze

Quel pesce è un'anguilla hacker

Modulando le loro potenti scosse elettriche, questi pesci sono in grado di prendere il controllo dei muscoli delle vittime, costringendole allo scoperto e immobilizzandole per impedirgli la fuga

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L'ANGUILLA elettrica, o elettroforo (Electrophorus electricus) è un pesce che abita nei fiumi del Sud America, famoso perché in grado di produrre potenti scariche elettriche. Kenneth Catania, biologo della Vanderbilt University, ha studiato recentemente il modo in cui questi pesci utilizzano le loro scosse elettriche, scoprendo che hanno sviluppato una strategia di caccia estremamente raffinata. I suoi risultati, pubblicati su Science, dimostrano infatti che le anguille elettriche possono modulare le loro scariche per prendere di fatto il controllo dei muscoli delle prede, costringendole in questo modo ad uscire allo scoperto, e immobilizzandole per impedirgli la fuga.

Le anguille elettriche in effetti sono cacciatori notturni dotati di un pessimo senso della vista, e fino a oggi non era chiaro in che modo riuscissero a individuare le loro prede. Per questo motivo, Catania ha deciso di studiarne le tecniche di caccia, analizzando in dettaglio i loro movimenti con una telecamera ad alta velocità (in grado di riprende in slow motion), e monitorando al contempo l'elettricità emessa da questi animali.
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In questo modo ha scoperto che le anguille elettriche producono tre diversi tipi di scariche elettriche: impulsi a basso voltaggio, utilizzati probabilmente per monitorare l'ambiente circostante; brevi sequenze di impulsi ad alto voltaggio che vengono emessi periodicamente durante la caccia; e infine potenti scariche che raggiungono i 600 volt, rilasciate quando attaccano.

Analizzando quindi l'effetto dell'elettricità prodotta dalle anguille, Catania ha scoperto che le scosse non colpiscono semplicemente il corpo delle prede, ma sono in grado di simulare l'attività dei neuroni che controllano i movimenti muscolari (i motoneuroni), di fatto "hackerando" il loro sistema nervoso e inviando un segnale che causa la contrazione simultanea di tutti i muscoli del corpo.

Utilizzando questa capacità, le anguille avrebbero sviluppato un sistema particolarmente raffinato per individuare le prede senza ricorrere alla vista. Le brevi sequenze di impulsi che rilasciano durante le battute di caccia possono infatti indurre forti contrazioni muscolari in un animale nascosto nelle vicinanze, e l'anguilla, estremamente sensibile ai movimenti dell'acqua circostante, ne può così individuare la posizione.

"Se ci pensate, quello che possono fare le anguille è straordinario", spiega Catania. "Possono infatti utilizzare il loro sistema elettrico per controllare a distanza il corpo delle loro prede. Se un pesce si nasconde nelle vicinanze, l'anguilla lo costringe a contorcersi rivelando la sua posizione, e se è pronta a catturarlo può quindi paralizzarlo con un'ulteriore scossa, in modo che non fugga".