CAPE CANAVERAL - Potrebbe partire già venerdì prossimo, 9 gennaio, il cargo Space X il cui lancio verso la Stazione Spaziale Internazionale, previsto per questa mattina dalla base di cape Canaveral alle 06,20 ora locale della Florida, è stato fermato ad appena 1 minuto e 21 secondi dalla conclusione del countdown. E' la Nasa ad avere appena reso nota la nuova possibile data di lancio. La partenza di Space X, che si trova a bordo della navicella Dragon ed è spinto dal razzo vettore Falcon 9, spiega l'ente spaziale statunitense, è stata fermata da un comando attuatore della spinta del vettore che si trova nel secondo stadio del Falcon 9 che ha eseguito il comando come previsto, con conseguente interruzione del lancio.
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"SpaceX sta valutando la questione e determinerà la prossima occasione per lanciare la sua quinta missione con il cargo di rifornimento e servizi commerciali diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale. La prossima opportunità disponibile di lancio è venerdì 9 gennaio", informa la Nasa. A bordo di Space X ci sono materiali di approvvigionamento per l'equipaggio di astronauti ora di stanza sulla Iss, materiali per esperimenti scientifici e lo strumento Cats della Nasa. Al momento sulla Iss c'è anche l'astronauta italiana dell'Esa Samantha Cristoforetti che sta realizzando, dal 23 novembre scorso, la missione di circa sei mesi 'Futura' dell'Asi.
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La missione del cargo Space X a bordo della capsula Dragon ha una particolarità importante rispetto alle precedenti: il primo stadio del razzo vettore Falcon 9, che avrebbe spinto il cargo in orbita, doveva rientrare a terra. Il recupero era previsto su una speciale e autonoma base di approdo per droni, una sorta di grande chiatta, ormeggiata al largo dell'Oceano Atlantico, a 300-400 chilometri dalle coste di Jacksonville (Florida). Questo test, mai realizzato prima, se andasse in porto con il nuovo tentativo di lancio che la Nasa ha indicato come probabile venerdì prossimo 9 gennaio, potrebbe influire in maniera significativa sui costi delle missioni spaziali, la cui voce più costosa sono appunto i razzi. Proprio il 16 dicembre scorso, la stessa Space X, la società californiana fondata da Elon Musk nel 2002, ha però ammesso con un intervento sul suo sito, che le "probabilità di successo" di questa manovra "non sono elevate, ma vicine al 50%". "In ogni caso, questo test rappresenta il primo di una serie di esperimenti di rientro che hanno come obiettivo il recupero del primo stadio del Falcon 9", ha spiegato sul suo sito la Space X, la società che dal 2012 è diventata la prima compagnia privata ad aver inviato un veicolo spaziale alla Stazione Spaziale Internazionale, nell'ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services della Nasa. "E' già molto complesso far rientrare qualunque cosa dallo spazio, ma -ha spiegato la società- riportare indietro il primo stadio del Falcon 9 facendolo atterrare in un luogo preciso può comportare molti più problemi". Insomma per Space X si apre davvero una grande sfida.
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"SpaceX sta valutando la questione e determinerà la prossima occasione per lanciare la sua quinta missione con il cargo di rifornimento e servizi commerciali diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale. La prossima opportunità disponibile di lancio è venerdì 9 gennaio", informa la Nasa. A bordo di Space X ci sono materiali di approvvigionamento per l'equipaggio di astronauti ora di stanza sulla Iss, materiali per esperimenti scientifici e lo strumento Cats della Nasa. Al momento sulla Iss c'è anche l'astronauta italiana dell'Esa Samantha Cristoforetti che sta realizzando, dal 23 novembre scorso, la missione di circa sei mesi 'Futura' dell'Asi.
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La missione del cargo Space X a bordo della capsula Dragon ha una particolarità importante rispetto alle precedenti: il primo stadio del razzo vettore Falcon 9, che avrebbe spinto il cargo in orbita, doveva rientrare a terra. Il recupero era previsto su una speciale e autonoma base di approdo per droni, una sorta di grande chiatta, ormeggiata al largo dell'Oceano Atlantico, a 300-400 chilometri dalle coste di Jacksonville (Florida). Questo test, mai realizzato prima, se andasse in porto con il nuovo tentativo di lancio che la Nasa ha indicato come probabile venerdì prossimo 9 gennaio, potrebbe influire in maniera significativa sui costi delle missioni spaziali, la cui voce più costosa sono appunto i razzi. Proprio il 16 dicembre scorso, la stessa Space X, la società californiana fondata da Elon Musk nel 2002, ha però ammesso con un intervento sul suo sito, che le "probabilità di successo" di questa manovra "non sono elevate, ma vicine al 50%". "In ogni caso, questo test rappresenta il primo di una serie di esperimenti di rientro che hanno come obiettivo il recupero del primo stadio del Falcon 9", ha spiegato sul suo sito la Space X, la società che dal 2012 è diventata la prima compagnia privata ad aver inviato un veicolo spaziale alla Stazione Spaziale Internazionale, nell'ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services della Nasa. "E' già molto complesso far rientrare qualunque cosa dallo spazio, ma -ha spiegato la società- riportare indietro il primo stadio del Falcon 9 facendolo atterrare in un luogo preciso può comportare molti più problemi". Insomma per Space X si apre davvero una grande sfida.