LA FAMA dei conigli come campioni di capacità riproduttiva - citata addirittura dal Papa - è più che giustificata: l'accoppiamento dura solo pochi secondi, ma può essere ripetuto molte volte nel giro di poche ore; le femmine hanno un'ovulazione indotta dall'accoppiamento e, in condizioni favorevoli, possono produrre una cucciolata al mese durante tutto l'anno. La straordinarietà è legata alla necessità di sopravvivere ai numerosi predatori che in natura limitano le popolazioni del piccolo erbivoro. Il coniglio è infatti originario della Spagna, dove si è evoluto in presenza di un altissimo numero di predatori, alcuni dei quali - come la lince iberica - si sono specializzati proprio nella predazione dei conigli.
Quando il coniglio è stato infatti introdotto in altre regioni del mondo, in assenza dei suoi predatori naturali, ha raggiunto densità elevatissime che possono creare gravi problemi. In Australia sono stati introdotti 24 conigli nel 1859, che in meno di un secolo hanno dato vita a una popolazione di oltre 600 milioni di unità, causando enormi danni all'agricoltura e all'allevamento.
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Se il coniglio è un campione di riproduzione tra i mammiferi, altri gruppi animali possono raggiungere record ancora più strabilianti. Una femmina di merluzzo può deporre da 2 a 10 milioni di uova, delle quali però la maggior parte non si schiuderà mai. Altre specie producono numeri più bassi di uova, che poi curano però con grande attenzione, in modo da ridurre le perdite. In una specie di pesce gatto il maschio protegge le uova tenendole nella bocca, e il maschio del cavalluccio marino ha un marsupio dove la femmina depone fino a 500 uova, che vengono protette fino alla schiusa.
Anche sui tempi di accoppiamento il coniglio non è un campione assoluto; molti mammiferi - come i cervi, le giraffe o gli okapi - hanno un coito che dura meno di 5 secondi, e nei cetacei i tempi sono di poco più lunghi (il delfino raramente supera il 10-12 secondi). All'altro estremo c'è l'antechino marrone (Antechinus subropicus), un marsupiale australiano che può accoppiarsi per oltre 12 ore; il maschio di questo piccolo mammifero, grande come un piccolo topo, spende talmente tante energie nella ricerca della femmina, nella lotta con gli altri maschi e nella copula, che muore poco dopo essersi accoppiato.
Tra questi due estremi c'è una grande variabilità. Il bradipo si accoppia per circa 15 minuti, e il lupo in genere ha una copula che arriva ai venti minuti. Come molti altri mammiferi il lupo ha un osso penico, che si incastra nella femmina durante la copula, riducendo il rischio che l'accoppiamento non abbia successo. Nel tricheco l'osso penico (detto baculum) arriva ad una lunghezza di 60-70 centimetri, ed è fondamentale per la faticosa fase degli accoppiamenti, dato che il tricheco si accoppia anche 250 volte nell'arco di 3-4 giorni.
L'echidna è un altro esempio di copula molto dispendiosa; nel periodo degli accoppiamenti la femmina viene seguita da un gruppo di maschi che si mettono in fila indiana, accoppiandosi con lei uno dopo l'altro. Ogni copula dura dai 30 minuti alle tre ore, per dare tempo agli spermatozoi di arrivare a destinazione, e complessivamente la femmina può quindi accoppiarsi per più di 5 ore. Ancora poco se confrontato con le 24 ore che può durare l'accoppiamento dei serpenti a sonagli.
* zoologo dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca dell'ambiente (Ispra)