Scienze

In Italia concentrazioni di radon al di sopra della media mondiale

Convegno dell'Ispra al ministero dell'Ambiente sulla rete sorveglianza radioattività. Entro il 2018 sarà recepita la direttiva UE sulla prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti

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ROMA - "La concentrazione media" di gas radon "in Italia è superiore alla media europea e mondiale. Le regioni con le concentrazioni medie maggiori sono Lazio, Lombardia, Campania e Friuli Venezia Giulia". Sono questi alcuni dati sulla radioattività ambientale presentati dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nel corso di un convegno - alla sede del ministero dell'Ambiente - dedicato alla rete di sorveglianza RESORAD (REte nazionale di SOrveglianza della RADioattività ambientale). All'incontro dell'Ispra sono stati discussi e presentati documenti, manuali, linee guida e indirizzi metodologici di riferimento, a cui hanno contribuito più di 60 esperti (Ispra stessa, Istituto superiore di sanità, ministero della Salute, Enea, Croce rossa italiana, Istituti zooprofilattici sperimentali).

L'Ispra fa presente che si potenzia la rete di sorveglianza e si rafforzano i controlli, seguendo le 'Linee guida sul monitoraggio della radioattività'. Inoltre, entro il 2018 ci sarà il recepimento delle nuove direttive Ue sulla prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti. I rilevamenti sono effettuati da un totale di 33 laboratori che producono in media 12.000 dati per anno, di cui circa il 30% sono campioni alimentari e il 70% ambientali".

Ad oggi, in Italia, l'esposizione più rilevante della popolazione alle radiazioni ionizzanti, in assenza di eventi incidentali, resta però quella naturale - viene spiegato - il radon, gas naturale radioattivo presente ovunque nei suoli ed in alcuni materiali impiegati in edilizia, rappresenta in assoluto la principale fonte di esposizione a radiazioni ionizzanti per la popolazione: all'aria aperta si disperde rapidamente mentre nei luoghi chiusi (ambienti residenziali o luoghi di lavoro) tende ad accumularsi fino a raggiungere, in particolari casi, concentrazioni inaccettabili per la salute.