LA FORZA che tiene insieme gli atomi nel nucleo è ugualmente intensa nell'antimateria come nella materia. E' questo il risultato della ricerca condotta nei laboratori di Brookhaven del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista Nature. All'interno dell'acceleratore di particelle Rhic (Relativistic Heavy Ion Collider) sono state ricostruite condizioni simili a quelle che esistevano nell'universo poco dopo il Big Bang.
La scoperta è importante per capire che fine abbia fatto l'antimateria dopo "la grande esplosione". Secondo il nuovo studio materia e antimateria, che hanno caratteristiche opposte, sarebbero in realtà speculari. Hanno infatti la stessa massa, ma carica elettrica opposta. Nell'universo neonato materia e antimateria erano presenti nella stessa quantità, ma in quello attuale l'antimateria è molto rara e per cercare di capire che fine abbia fatto negli acceleratori di tutto il mondo, compreso il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, si tenta di riprodurre condizioni analoghe a quelle che esistevano pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang.
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"Per farlo i ricercatori americani fanno scontrare tra loro nuclei di oro", ha spiegato Federico Antinori, della sezione di Padova dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e coordinatore della fisica per l'esperimento Alice dell'Lhc. "Grazie da una tecnica nuova, che abbiamo sperimentato anche con Lhc, i ricercatori americani hanno visto che l'interazione forte, che tiene insieme i protoni nei nuclei atomici ordinari, si comporta alla stessa maniera con gli antiprotoni", ha detto ancora Antinori.
Il risultato è la conferma sperimentale di un'ipotesi che i fisici avevano formulato da tempo, ossia che la forza che tiene insieme gli antiprotoni nei nuclei di antimateria è analoga a quella attiva nei nuclei di materia, chiamata nucleare forte. E' anche la conferma ulteriore che il mondo della materia e l"antimondo" sono perfettamente simmetrici.
La scoperta è importante per capire che fine abbia fatto l'antimateria dopo "la grande esplosione". Secondo il nuovo studio materia e antimateria, che hanno caratteristiche opposte, sarebbero in realtà speculari. Hanno infatti la stessa massa, ma carica elettrica opposta. Nell'universo neonato materia e antimateria erano presenti nella stessa quantità, ma in quello attuale l'antimateria è molto rara e per cercare di capire che fine abbia fatto negli acceleratori di tutto il mondo, compreso il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, si tenta di riprodurre condizioni analoghe a quelle che esistevano pochi milionesimi di secondo dopo il Big Bang.
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"Per farlo i ricercatori americani fanno scontrare tra loro nuclei di oro", ha spiegato Federico Antinori, della sezione di Padova dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e coordinatore della fisica per l'esperimento Alice dell'Lhc. "Grazie da una tecnica nuova, che abbiamo sperimentato anche con Lhc, i ricercatori americani hanno visto che l'interazione forte, che tiene insieme i protoni nei nuclei atomici ordinari, si comporta alla stessa maniera con gli antiprotoni", ha detto ancora Antinori.
Il risultato è la conferma sperimentale di un'ipotesi che i fisici avevano formulato da tempo, ossia che la forza che tiene insieme gli antiprotoni nei nuclei di antimateria è analoga a quella attiva nei nuclei di materia, chiamata nucleare forte. E' anche la conferma ulteriore che il mondo della materia e l"antimondo" sono perfettamente simmetrici.