Gli "hotel" batterici che non ti aspetti
Nelle cravatte. Una ricerca di qualche tempo fa aveva dimostrato quello che sulle cravatte indossate dai medici - indumento che rispetto agli altri viene probabilmente lavato molto meno - si annidavano diversi batteri, alcuni anche potenzialmente pericolosi. L'utilizzo per i medici è quindi sconsigliato, perché le cravatte possono diventare un pericoloso ricettacolo di batteri e favorire il diffondersi di infezioni in ambito ospedaliero (foto: via Pixabay)
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Sugli stetoscopi. Altro potenziale ricettacolo di batteri è lo stetoscopio. Uno studio dell'Università di Ginevra ha dimostrato che la quantità di batteri presenti nello strumento per eccellenza dei dottori dopo una visita è paragonabile a quella che si ritrova nei guanti indossati dal medico. Così, come per evitare il trasmettersi delle infezioni il consiglio, soprattutto in ambito medico, è quello di lavarsi spesso le mani, stessa sorte dovrebbe capitare allo stetoscopio dopo ogni contatto con i pazienti. Soprattutto considerando che sullo stetoscopio può finire anche il temibile Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (foto: via Pixabay)
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Sugli smartphone. Una ricerca di pochi anni fa aveva osservato la presenza di batteri fecali (Escherichia coli) sui telefonini, a testimonianza delle scarse pratiche igieniche dei loro utilizzatori, che non si laverebbero a dovere le mani dopo essere andati in bagno. Recentemente un nuovo studio ha confermato che - così come si ritrovano ovunque - anche sul nostro smartphone vivono tanti e diversi batteri. Di più di quelli che vivono su maniglie delle porte o scrivanie (foto: via Pixabay)
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Sullo spazzolino da denti. Sulle setole dei nostri spazzolini da denti si annidano batteri fecali. Lo ha dimostrato una ricerca della Quinnipiac University, osservando che il 60% degli spazzolini analizzati - da bagni condivisi con altre persone - contiene batteri fecali, e che nell'80% dei casi questi provengono da un'altra persona rispetto alla proprietaria dello spazzolino. Per i ricercatori questo potrebbe essere un altro metodo di trasmissione per organismi potenzialmente patogeni (foto: via Pixabay)
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Sulla spugnetta. Un'analisi di qualche tempo fa ha mostrato che gli oggetti della cucina - oltre le macchinette del caffè - sono tra i luoghi in cui è più facile trovare una gran quantità di batteri. La spugnetta tra questi sembra vincere su tutti: un'area di circa sei centimetri quadrati ne conterebbe fino a 10 milioni, secondo alcune stime. Ovvero 200mila volte di più di quelli che si trovano sulla stessa area di una tavoletta del wc. A renderla così "affollata" una serie di fattori, come l'ampio utilizzo, la struttura che favorirebbe la creazione di nicchie per i batteri, l'umidità e il fatto che spesso vengano lavate ma non disinfettate (foto: via Pixabay)
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Sul tagliere. Altro ricettacolo di batteri, molti fecali, in cucina è il tagliere. Ce ne sarebbero, secondo alcune stime, fino a 200 volte di più di quelli che si trovano sulla tavoletta del wc. Arrivano qui soprattutto dai prodotti alimentari, come la carne cruda o le viscere degli animali. I taglieri, per natura, diventano col tempo, con tutte le incisioni, degli "hotel" ideali a ospitare i batteri (foto: via Pixabay)