Vocalizzazioni: ecco come comunica il regno animale
Un ululato in piena notte può essere un segnale di pericolo per la nostra specie, ma per i lupi sovente si tratta di nostalgia. Uno studio del 2013 ha infatti dimostrato che i lupi ululano spesso quando un esemplare rimane isolato dal resto del branco, e questi versi non rappresenterebbero semplicemente uno sfogo, o un segnale per aiutare il compagno a ritrovare la strada, ma veri e propri messaggi che potremmo tradurre con qualcosa di simile a un “mi manchi”. Gli esemplari con una relazione più stretta con quello mancante ululano infatti con più enfasi, una peculiarità che secondo gli autori della ricerca dimostra come questi animali possiedano una forte flessibilità nell'utilizzo delle loro vocalizzazioni. (Credits: Retron)
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Le vocalizzazioni animali non sono una prerogativa della terra ferma. Anche in mare infatti esistono complicati sistemi di comunicazione, come quello delle megattere, che emettono intrigati canti composti da frasi ripetute simili a quelle degli uccelli. Le melodie più complesse sono quelle dei maschi, composte da molte lunghe note e motivi ripetuti che possono durare per ore, e vengono emesse nella stagione degli amori. Sul loro scopo gli scienziati non sono ancora concordi, ma si ipotizza vengano utilizzati per attrarre le femmine, o tenere lontano potenziali rivali.
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Tra i primati esistono diverse specie che esibiscono complessi richiami utilizzati per comunicare informazioni ai conspecifici. Uno studio del 2013 ad esempio ha dimostrato che i Callicebus, piccole scimmie sudamericane appartenenti alla famiglia Pitheciidae, possiedono un complesso sistema di vocalizzazioni, con cui sono in grado di segnalare non solo la presenza di un pericolo, ma anche il tipo, le dimensioni, la distanza e il livello di rischio rappresentato da un predatore. (Credits:
Cliff/Flickr)
Tra i più minuscoli animali che comunicano con segnali acustici troviamo invece le termiti africane. Spesso questi insetti comunicano utilizzando speciali sostanze chimiche chiamate feromoni, ma quando si tratta di difendere il proprio termitaio, i soldati hanno bisogno di un sistema di comunicazione di maggior raggio per segnalare la presenza di intrusi agli altri membri della colonia. Uno studio del 2013 ha dimostrato che per farlo usano la testa, letteralmente, sbattendo il capo contro le pareti dei loro tunnel ad altissima velocità (anche 11 volte al secondo), e generando così suoni che possono essere uditi anche a 40 centimetri di distanza.
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Con le loro vocalizzazioni i delfini si attribuiscono addirittura dei nomi. Ogni esemplare infatti possiede un fischio estremamente caratteristico, una melodia che permette agli altri esemplari di identificarlo in mezzo alla cacofonia del branco, o quando si allontana e vuole riunirsi ai propri conoscenti. Alcune ricerche recenti sembrerebbero inoltre indicare che i delfini riescono anche a imitare i fischi caratteristici degli esemplari con cui hanno rapporti più stretti, nel caso in cui vengano separati e vogliano cercare il proprio conoscente. (Credits: Nasa)
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