Si può migliorare l'intelligenza? Alcuni metodi pratici
Una ricerca pubblicata nel 2010 sulla rivista Neuroimage ha riportato in auge una vecchia tecnica, che si pensava non avesse mai funzionato. Si tratta del miglioramento delle capacità mentali attraverso la stimolazione transcranica a corrente diretta: fondamentalmente, una lievissima scossa elettrica indirizzata al cervello. Con questa tecnica, i ricercatori dell'Università del New Messico sono riusciti a migliorare le capacità di apprendimento di un gruppo di volontari impegnati con un videogame realizzato dalla Darpa, e pensato per migliorare le capacità di osservazione dei soldati americani sul campo di battaglia.
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Le smartdrugs sono sostanze pensate per incrementare il funzionamento del cervello. Si tratta di farmaci, o presunti tali, che oggi hanno un giro d'affari che secondo la American Psycological Assiociation supera già il miliardo di dollari ogni anno. Ma anche se da un punto di vista teorico potrebbero funzionare tranquillamente, e nonostante qualche risultato promettente, nessuno studio ha ancora dimostrato definitivamente la loro efficacia (e in alcuni casi, neanche la loro sicurezza). Meglio dunque aspettare.
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Una strategia forse più facile da applicare è quella proposta qualche anno fa sulle pagine di Scientific American dalla neuroscienziata Andrea Kuszewski. Impegnata da anni nella riabilitazione di bambini con disabilità cognitive, Kuszewski è convinta di aver appreso dal suo lavoro una strategia che può aiutare a migliorare la propria intelligenza, basata su cinque punti chiave. Il primo è: cercare continuamente nuovi stimoli, un atteggiamento che promuove lo sviluppo della plasticità cerebrale, e stimola il rilascio della dopamina, preparando il cervello ad apprendere meglio.
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Il secondo punto è invece: mettiti costantemente alla prova. Giochi e rompicapo, presi singolarmente, non migliorano la nostra intelligenza, ci rendono solamente più bravi a portarli a termine. Uno studio svolto utilizzando il videogame Tetris ha dimostrato infatti che quando ci si allena in una nuova attività il cervello si attiva maggiormente, crea nuove connessioni neurali e migliora le proprie prestazioni. Ma per mantenere questi benefici, bisogna cambiare costantemente attività, perché un cervello annoiato torna presto a essere un cervello pigro.
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Terzo punto chiave è: pensa in maniera creativa. Affrontare i problemi con creatività migliora infatti la capacità di apprendimento, e come ha dimostrato diversi anni fa un esperimento della Tufts University, produce un miglioramento non solo nella soluzione dei problemi su cui ci si è allenati, ma anche in test cognitivi completamente nuovi.
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Quarta massima: fai le cose nel modo più difficile. Diversi studi negli ultimi anni hanno dimostrato che i gadget di cui ci circondiamo per semplificarci la vita stanno anche peggiorando le nostre capacità cognitive. Utilizzare costantemente il Gps del proprio smartphone ad esempio, peggiora sensibilmente le nostre capacità di orientamento. Per questo, meglio fare le cose nel modo più difficile: aiuta a esercitare il cervello, e migliora così le nostre capacità cognitive.
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Quinto e ultimo punto: fai network, ossia relazionati con più persone possibile. Che sia su Facebook, o nella vita reale, Kuszewski assicura che è un ottimo modo per incontrare situazioni stimolanti, e mettere in pratica i quattro punti precedenti.
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