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Dai satelliti l'identikit delle nubi di ceneri che escono dei vulcani

Preentata a Praga dall'Esa: aiuterà a mitigare rischio per la popolazione e per i voli aerei
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ROMA - Dall'altezza alla densità, l'identikit della nube di ceneri e gas emessa dai vulcani è possibile quasi in tempo reale grazie a una nuova tecnica basata sui dati dei satelliti. Testata sull'ultima eruzione dell'Etna, è stata presentata al simposio Living Planet organizzato a Praga dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il metodo è stato sviluppato dal gruppo internazionale coordinato da Salvatore Stramondo, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). L'obiettivo è stimare rapidamente la quantità dei materiali contenuti dalla colonna di ceneri e gas, ma anche direzione, velocità, estensione, altezza e densità della nube, sia per mitigare il rischio sia per la sicurezza del volo aereo. Le particelle di cenere infatti possono causare abrasioni su parabrezza, fusoliere, turbine, fino a provocare guasti ai motori degli aerei.

"Attualmente - ha spiegato uno degli autori, Michele Pre…
ROMA - Dall'altezza alla densità, l'identikit della nube di ceneri e gas emessa dai vulcani è possibile quasi in tempo reale grazie a una nuova tecnica basata sui dati dei satelliti. Testata sull'ultima eruzione dell'Etna, è stata presentata al simposio Living Planet organizzato a Praga dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il metodo è stato sviluppato dal gruppo internazionale coordinato da Salvatore Stramondo, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). L'obiettivo è stimare rapidamente la quantità dei materiali contenuti dalla colonna di ceneri e gas, ma anche direzione, velocità, estensione, altezza e densità della nube, sia per mitigare il rischio sia per la sicurezza del volo aereo. Le particelle di cenere infatti possono causare abrasioni su parabrezza, fusoliere, turbine, fino a provocare guasti ai motori degli aerei.

"Attualmente - ha spiegato uno degli autori, Michele Prestifilippo, dell'Ingv a Catania - non c'è un sistema che in tempo quasi reale fornisca informazioni sulla nube vulcanica". Invece ha aggiunto, è importantissimo avere queste informazioni rapidamente, soprattutto "quando il vulcano in attività è vicino a un centro abitato o a un aeroporto". Stimando altezza e direzione della colonna, per esempio, si può evacuare la popolazione in caso di pericolo oppure, per quanto riguarda gli aeroporti "si potrebbe evitare la chiusura e lasciare aperti alcuni settori".

Il sistema si chiama Mace (Multi-platform volcanic Ash Cloud Estimation) e, ha detto un altro degli autori, Stefano Corradini dell'Ingv a Roma, "utilizza i dati forniti da più satelliti, come quelli europei Metop e Meteosat, e Terra e Aqua della Nasa, combinati a dati rilevati da terra, per esempio da radar e fotocamere, per analizzare le colonne di cenere vulcanica dalla sorgente fino all'atmosfera". La tecnica è stata sviluppata nell'ambito del progetto europeo Aphorism e adesso l'obiettivo è avviare una seconda fase "per rendere fruibili i dati e metterli a disposizioni degli istituti di ricerca interessati, degli enti di volo e delle compagnie aeree".