Scienze

Nasa, il modulo "espandibile" non si gonfia

Dopo due ore di tentativi l'Agenzia spaziale americana rinuncia a gonfiare il Beam della Bigelow Aerospace. Cape Canaveral: ci riproviamo domani
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ROMA - La Nasa aveva preparato le cose in grande: diretta tv simultanea dal centro di controllo di Cape Canaveral e dalla Stazione spaziale internazionale. Ma l'esperimento si è risolto in un "pallone sgonfiato". Doveva essere la prima tappa della nuova colonizzazione dello spazio, fatta di moduli gonfiabili da pote agilmente assemblare in orbita o sulla Luna o su Marte. Invece qualcosa non ha funzionato e il Bigelow Expandable Activity Module (Beam) è rimasto accortocciato su se stesso.
Il Beam è un modulo gonfiabile prodotto dalla Bigelow Aerospace, azienda dell'omonimo magnate americano degli alberghi che in questa impresa ha investito quasi 18 milioni di dollari. L'idea è quella di avere oggetti piccoli e leggeri da portare nello spazio, ma che poi si espandano fino a diventare vere e proprie stanze o laboratori dove gli astronauti possano vivere e lavorare. A vederlo Beam ricorda quelle lampade cinesi di carta che da piatte posso essere estese fino a diventare una sfera.

Nei giorni scorsi il primo modulo di questo tipo è volato nello spazio e si è agganciato alla Stazione spaziale internazionale. Oggi era prevista la sua "espansione". L'astronauta Jeffrey Williams ha avuto il via libera della Nasa per aprire i rubinetti dell'aria, ma dopo pochi secondi Cape Canaveral ha rilevato valori di pressione anomali all'interno del Beam e ha fermato l'operazione. Sono stati fatti altri tre tentativi nelle due ore successive, ma l'esito è stato lo stesso: innalzamento della pressione oltre i valori previsti e una espansione del modulo di pochi centimetri appena.

Alla fine i tecnici dell'Agenzia spaziale americana si sono arresti all'evidenza, qualcosa impediva al Beam di gonfiarsi correttamente e l'operazione è stata bloccata, anche per non mettere a rischio Williams e le strutture della Stazione spaziale internazionale.

Sarà proprio l'astronauta statunitense, in orbita dal 18 marzo, a dover testare l'abitabilità del modulo Bigelow: una volta gonfiato vi entrerà pochi minuti al giorno per verificare se è abbastanza sicuro. Ma ora tutto è rimandato.

Dopo due ore di tentativi il centro di controllo di Cape Canaveral ha quasi chiesto scusa a Williams: "Grazie per la tua pazienza, speriamo di essere più fortunati domani". "Nessun problema, è il mio lavoro" ha risposto l'astronauta. Qualche problema invece lo avranno gli ingegneri della Nasa e della Bigelow che nella notte dovranno capire cos'è che non ha funzionato.