Scienze

Quattro nuovi elementi nella Tavola periodica: ecco i nomi

Nihonium, moscovium, tennessine e oganesson. I laboratori russi, americani e giapponesi in cui sono stati scoperti hanno avanzato le loro proposte all'Unione internazionale per la chimica pura e applicata
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ROMA. Aggiungi un posto a tavola. Anzi quattro. Le vecchia tavola periodica degli elementi è un perenne work in progress: nel 2011 erano stati aggiunti nuovi tasselli, poi lo scorso gennaio l'Unione internazionale per la chimica pura e applicata (Iupac), l'istituzione che gestisce la tavola, ha dato il via libera all'ingresso di altri quattro elementi. Rimaneva però da stabilire il nome: ora sono state avanzate le proposte, ed è probabile che saranno approvate.

L'elemento 113 potrebbe chiamarsi nihonium (Nh), l'elemento 115 moscovium (Mv), il 117 tennessine (Ts) e l'elemento 118 oganesson (Og). I laboratori che li hanno scoperti sono stati invitati ad avanzare una proposta, che però rispettasse i criteri della Iupac: gli elementi chimici possono avere un nome ispirato alle loro proprietà fisiche, alla mitologia, a un minerale, a una città o nazione, a uno scienziato.

A sollevare qualche problema potrebbe essere l'oganesson, dedicato a Yuri Oganessian, lo scienziato 83enne dell'Istituto russo di ricerca nucleare di Dubna: è la seconda volta nella storia che un elemento viene chiamato con il nome di uno studioso vivente. E l'unico precedente, nel 1993, protagonista il chimico americano Glenn Seaborg, fu oggetto di controversia.

Il moscovium (115) omaggia la capitale russa e più in generale "la Russia, territorio antico che ospita il Joint Institute for Nuclear Research" scrive la Iupac nelle motivazioni. Il tennessine (117) invece "è il riconoscimento del ruolo del Tennessee, sede dell'Oak Ridge National Laboratory, della Vanderbilt University, e della University of Tennessee at Knoxville, nella ricerca di elementi superpesanti".

Il nihonium (113) è il primo elemento a essere "battezzato" nell'Est asiatico. Scoperto 12 anni fa nel Riken Nishina Center for Accelerator-based Science di Wako, vicino Tokyo, si è pensato prima al nome japonium. Ma gli stessi ricercatori del Riken hanno preferito nihonium, da ‘nihon’ la parola giapponese per indicare il Giappone.