L'annuncio dato dall'agenzia spaziale americana a settembre 2015 aveva meravigliato il mondo: sul pianeta rosso si potrebbe trovare acqua allo stato liquido ancora oggi. Piccoli corsi che nelle immagini si mostrano come linee più scure e appaiono con il 'disgelò quando la temperatura si alza. Non esattamente acqua potabile, visto che la sua composizione dovrebbe consistere di una alta percentuale di sali che le permetterebbero di avere un punto di congelamento molto basso. A rendere la cosa più interessante il fatto che alcuni di questi rivoli stagionali (rsl, recurring slope lineae) potrebbero trovarsi davvero a pochi passi dal rover.
Il cammino di Curiosity verso l'acqua di Marte
A circa otto chilometri di distanza da Curiosity si trovano due siti nei quali potrebbero comparire, nella stagione più mite, rivoli di acqua salmastra. Durante il suo percorso di ascesa sull'Aeolis mons, o Mount Sharp, il rover della Nasa si avvicinerà, a distanza di sicurezza, per scattare immagini dell'eventuale comparsa di acqua allo stato liquido, finora documentata grazie alle foto del Mars reconnaissance orbiter.
"Non è così semplice come guidare un rover su un sito e prendere un campione di suolo - spiga Jim Green, "director of planetary science" della Nasa - non solo (queste linee) si trovano su pendenze ripide, dobbiamo assicurarci di rispettare la "planetary protection". In altre parole: come possiamo cercare prove della vita senza contaminare i siti con microbi dalla Terra?". È stato dimostrato, infatti, che alcuni microrganismi possono resistere anche a condizioni estreme come quelle dello spazio.
La prevenzione dalla contaminazione extraterrestre è un tema normato da esattamente mezzo secolo, con l'Outer space treaty e la risoluzione Onu 2222 del 1966. Devono essere adottate tutte le misure possibili per evitare di contaminare un corpo extraterrestre che venga esplorato ma anche per non introdurre sul nostro pianeta forme di vita da altri luoghi del Sistema solare. L'imperativo è dunque quello di evitare il contatto diretto con queste "special region", che appunto potrebbero contenere tracce di acqua, considerato un prerequisito per la presenza di vita.
Cosa farà Curiosity? La Nasa ha stabilito che durante la sua ascesa sul Monte Sharp (Aeolis Mons), all'interno del cratere Gale, il rover scatterà immagini di un paio di luoghi che presentano quelle caratteristiche compatibili con la comparsa dei rivoli salmastri. Anche se manca la conferma delle rsl in prossimità del rover, a differenza di altri luoghi fotografati dall'orbiter nei quali sono molto più evidenti.
Ma quanto potrà avvicinarsi? "Questa è esattamente la domanda alla quale dobbiamo dedicarci subito" - sottolinea Catharine Conley, planetary protection officer della Nasa. La risposta è che Curiosity dovrà stare "a chilometri di distanza, così non dovrebbero esserci problemi. Se vogliamo avvicinarci molto di più abbiamo bisogno di capire molto in anticipo la capacità dei microrganismi terrestri di uscire dal rover, e quello ci dirà quanto distante dovrà rimanere".
In un report del Nac science commettee di marzo 2016, la minima distanza calcolata sul percorso di Curiosity sarà di circa 2,5 chilometri. Abbastanza per evitare il rischio contaminazione e sufficiente per ottenere immagini più nitide e definite di quelle prodotte dal Mars reconnaissance orbiter.