Architettura, quando l'ispirazione viene dalla natura
Dietro il velcro
A George de Mestral l'idea venne dopo una passeggiata in montagna, negli anni Quaranta. Di ritorno dall'uscita l'ingegnere svizzero si accorse che i suoi vestiti e il suo cane erano ricoperti dalle tipiche palline di bardana. Viste al microscopio scoprì che quelle palline riuscivano ad attaccarsi ovunque perché le estremità degli aculei erano uncinate, e ovunque trovassero qualcosa che funzionasse da cappio, vi si attaccavano. L'idea del velcro arriva da lì
(foto: via Pixabay)
Il naso dei treni
Ma l'osservazione della natura a volte è stata d'ispirazione anche senza ricorrere ai microscopi. Si narra infatti che la testa dei famosi treni giapponesi Shinkansen abbia preso ispirazione dagli uccelli, in particolare dal becco del martin pescatore per aumentare la velocità e ridurre i rumori del treno
(foto: via Pixabay)
I dentelli degli squali
La pelle degli squali è ricoperta di piccoli dentelli che hanno lo scopo di ridurre la resistenza e quindi il consumo energetico durante il nuoto. Ma non solo: la speciale struttura della pelle degli squali rende difficile ai batteri, alghe e cirripedi attaccarvisi. Tanto che alcune aziende cercano di imitare la struttura delle pelle di squalo per sviluppare materiali antimicrobici
(foto: via Pixabay)
La ragnatela
Leggera, elastica ed estremamente resistente. Sono queste da sempre le qualità che rendono la tela del ragno un materiale da imitare. Nel 2013 l'azienda AMSilk ha presentato una fibra sintetica simile alla seta del ragno, pubblicizzata come la prima con caratteristiche simili a quella del ragno. Due anni dopo invece alcuni ricercatori hanno spruzzato alcuni ragni con grafene, acqua e nanotubi ottenendo in alcuni casi sete high-tech particolarmente forti. Le possibili applicazioni della seta sintetica sono molteplici, soprattutto nel campo medico e i quello tessile
(foto: via Pixabay)
I coleotteri delle nebbie
I cactus e i coleotteri delle nebbie (anche noti come coleotteri del Namib) hanno sviluppato strategie efficienti per catturare vapore acqueo dall'aria. I primi, attraverso spine a forma di V guidano le goccioline d'acqua verso il copro della pianta, gli altri ci riescono attraverso una particolare conformazione del loro esoscheletro. Usando questi organismi come modelli un team di ricercatori di Harvard ha sviluppato un materiale in grado di favorire la raccolta e il trasporto di goccioline di acqua condensata, presentato all'inizio dell'anno su Nature. A far da ispirazione anche le piante di brocca, piante carnivori con superfici ricoperte di una sostanza scivolosa
(foto: via Wikipedia/Public Domain)
Come le foglie di loto
NeverWet è un trattamento della Rust-Oleum repellente per acqua fango e altri liquidi, ideale per diversi tipi di superfici. È costituito di nanoparticelle che si assemblano a mimare la rugosità delle superfici idrofobiche delle foglie di loto
(foto: via Pixabay)