Rosetta, l'Esa dà l'addio a Philae: "Possibilità di contatto quasi zero"
Anche se la speranza è l'ultima a morire, a meno di un miracolo sembra proprio che non avremo più notizie del piccolo Philae. L'Esa e il centro di controllo in Germania hanno annunciato in un comunicato e sui social network l'addio praticamente definitivo al lander atterrato a novembre 2014 sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. "Le probabilità che Philae si rimetta in contatto con il nostro team e con il nostro centro di controllo, sfortunatamente, sono pari a zero" ha dichiarato Stephan Ulamec, project manager di Philae del al DLR, l'agenzia spaziale tedesca.
Il piccolo modulo, dopo aver toccato la superficie della cometa, era rimbalzato a causa di un malfunzionamento di uno degli arpioni che avrebbero dovuto tenerlo 'aggrappato' ed era finito lontano dal luogo di atterraggio designato. Un luogo che purtroppo non gli ha assicurato abbastanza esposizione al Sole per poter ricaricare le batterie. Così è stato messo in stato di ibernazione. Nonostante diversi contatti avvenuti nel corso del 2015, che hanno fatto sperare per il meglio, il silenzio del piccolo modulo dura ormai dal 9 luglio. Ed è stato propri il DLR a salutare Philae su Twitter, con un "farewell" (addio) che mette probabilmente la parola fine alla missione che ha portato al primo, storico, "accometaggio". Rosetta continuerà invece la sua missione in orbita attorno a 67/P, scattando immagini per capire dove possa essersi fermato, con precisione, il suo 'compagno'
(a cura di Matteo Marini)
I due anni di Rosetta intorno alla cometa
Rosetta e la cometa 67/P si stanno dirigendo verso l'orbita di Giove, attualmente si trovano a circa 500 milioni di chilometri dal Sole. Ai pannelli solari non arriverà abbastanza luce ed energia per poter proseguire la missione. Durante le ultime orbite Rosetta si avvicinerà alla superficie della cometa fino a una distanza di due chilometri, mai raggiunta finora. In questi passaggi e nell'ultima discesa avrà la possibilità di scattare immagini con un dettaglio mai ottenuto. La missione dell'Esa, con un importante contributo dell'industria e della ricerca italiane, è stata la prima a far atterrare una sonda (il piccolo Philae) sulla superficie di una cometa e a riportare importanti contributi scientifici sulla presenza di materiale organico e sulle origini della vita nel nostro Sistema solare.