Scoperta l’area del cervello associata alla generosità
di EMILIO VITALIANO
E’ una piccola regione con un nome lunghissimo: corteccia cingolata subgenuale anteriore. Si attiva quando le persone dimostrano empatia ed altruismo
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COMPLESSO indubbiamente, ma di sicuro non è più tanto sconosciuto. È il cervello, quell'organo così importante che negli ultimi anni è stato analizzato di continuo nel dettaglio. Ora, uno studio pubblicato sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas) e condotto dall'Università di Oxford e dall'University College di Londra (UCL) fornisce un ulteriore tassello alle indagini; infatti, la ricerca coordinata da Patricia Lockwood, una psicologa sperimentale di base ad Oxford, ha identificato una regione del cervello più attiva tra le persone che dimostrano empatia. Insomma, un'area legata alla generosità, chiamata corteccia cingolata subgenuale anteriore, che entra in gioco ogni qual volta si impara ad aiutare gli altri e che può in parte determinare l'altruismo di ognuno di noi.
Le aree del cervello, funzione per funzione
Emozioni, stati d'animo, azioni di ogni tipo, è tutto riconducibile al cervello. Formato da miliardi di piccole cellule, è sicuramente l'organo più complesso del nostro corpo, tanto che il suo studio ha coinvolto e sta coinvolgendo numerosi ricercatori specializzati in vari ambiti. Grazie alle nuove tecnologie, gli scienziati procedono incessantemente ad una mappatura delle aree del nostro organo principale, per associare ad ogni zona una o più funzioni. Di seguito delle indicazioni su alcune regioni tra le più conosciute.
Per arrivare a questa conclusione, un gruppo di trentuno volontari ha eseguito un test che prevedeva una serie di prove, in cui i partecipanti, mentre erano monitorati grazie alla risonanza magnetica, dovevano scegliere dei simboli associati a delle ricompense per se stessi o per gli altri. Dopo un po' le persone iniziavano a collegare le diverse opzioni con le relative gratificazioni e generalmente si dimostravano più veloci nell'apprendere i simboli che portavano benefici personali. Quando, invece, i volontari imparavano ad aiutare gli altri si attivava proprio la corteccia cingolata subgenuale anteriore, anche se in maniera diversa fra i vari individui.
Lo scopo dello studio era comprendere la base del comportamento prosociale, quegli atteggiamenti volontari che hanno come scopo produrre il benessere degli altri, e spiegare perché alcune persone sono più concentrate su se stesse, mentre altre si dedicano maggiormente al prossimo. Finora si sapeva poco di come si sviluppano tali comportamenti e, anche se più volte l'empatia ne è stata considerata la molla scatenante, era fondamentale spiegare quali collegamenti avessero fra di loro. Inoltre, lavori precedenti avevano dimostrato che questa regione del cervello è più piccola tra coloro che hanno problemi legati al disturbo bipolare o alla depressione maggiore. Partendo dai risultati ottenuti si potrebbe capire come interagire, tramite farmaci o tecniche di altro tipo, con persone affette da sociopatia, disturbo caratterizzato da disprezzo e disinteresse nei confronti degli altri e delle regole in generale.