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Corsa allo spazio, Bezos rilancia con un razzo "monstre"

Il nuovo vettore della Blue Origin si chiamerà New Glenn e sarà il secondo missile più alto mai costruito dopo il Saturn V della Nasa. L'obiettivo è lanciarlo entro la fine del decennio per portare in orbita equipaggi umani e satelliti artificiali
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ROMA - Jeff Bezos rilancia la corsa dei privati allo spazio. Nonostante il settore abbia subito un duro colpo con l'esplosione di Cape Canaveral del razzo Falcon 9 della SpaceX, lo scorso primo settembre, il ceo di Amazon e proprietario dell'azienda spaziale Blue Origin, ha annunciato il progetto di New Glenn, il "più potente razzo per portare in orbita le persone e i satelliti commerciali". Il vettore 'monstre' presentato dalla Blue Origin è l'ultimo gradino verso il sogno di Bezos di trasportare equipaggi umani in giro per lo spazio e lanciare in orbita satelliti artificiali.

Le caratteristiche. "Il nuovo razzo della Blue Origin - ha scritto Bezos in un post del proprio blog - sarà costruito in due varianti, a due e a tre stadi". Dotato di quattro motori BE-4 e pesante 1750 tonnellate, è il secondo razzo più alto mai progettato dopo il Saturn V della Nasa. E il nome scelto è un omaggio proprio ai temp…
ROMA - Jeff Bezos rilancia la corsa dei privati allo spazio. Nonostante il settore abbia subito un duro colpo con l'esplosione di Cape Canaveral del razzo Falcon 9 della SpaceX, lo scorso primo settembre, il ceo di Amazon e proprietario dell'azienda spaziale Blue Origin, ha annunciato il progetto di New Glenn, il "più potente razzo per portare in orbita le persone e i satelliti commerciali". Il vettore 'monstre' presentato dalla Blue Origin è l'ultimo gradino verso il sogno di Bezos di trasportare equipaggi umani in giro per lo spazio e lanciare in orbita satelliti artificiali.

Le caratteristiche. "Il nuovo razzo della Blue Origin - ha scritto Bezos in un post del proprio blog - sarà costruito in due varianti, a due e a tre stadi". Dotato di quattro motori BE-4 e pesante 1750 tonnellate, è il secondo razzo più alto mai progettato dopo il Saturn V della Nasa. E il nome scelto è un omaggio proprio ai tempi pioneristici dalla conquista dello spazio: John Glenn, infatti, fu il primo astronauta americano a volare in orbita intorno alla Terra. L'obiettivo di Bezos è lanciare New Glenn entro la fine del decennio.    

La corsa allo spazio. L'annuncio arriva in un momento critico per l'industria spaziale privata, che sogna di portare turisti oltre la Terra. La settimana scorsa, quindici mesi dopo l'incidente della "Space Ship Two Enterprise", che costò la vita ad un pilota della compagnia, la Virgin Galactic ha lanciato in orbita "Unity", il secondo velivolo della serie Space Ship Two. La stessa Blue Origin ha in programma di effettuare un volo di prova con il razzo "New Shepard", il mese prossimo.

L'incidente. Ma i colossi privati della tecnologia spaziale hanno inevitabilmente risentito dell'esplosione avvenuta all'inizio del mese vicino al Kennedy Space Center della Nasa, in Florida, e che ha distrutto il Falcon9 di SpaceX. I tecnici della compagnia fondata da Elon Musk sono al lavoro per capire cosa non abbia funzionato sul razzo che avrebbe dovuto portare in orbita il satellite per telecomunicazioni Amos-6 della compagnia israeliana Spacecom. Musk ha ammesso su Twitter le difficoltà nel risalire alla causa dell'esplosione: "E' il momento più difficile che abbiamo avuto in 14 anni", ha scritto il magnate americano. Il desiderio di giungere alla verità e di rimediare al danno di immagine provocato dall'incidente in Florida è così grande che l'azienda, oltre ai cinguettii del proprio fondatore, è ricorsa a Twitter per chiedere, a chiunque ne sia in possesso, di mettere a disposizione tracce audio, foto e video che potrebbero rivelarsi utili per l'indagine.