Marte e le sue montagne vulcaniche che ne cambiarono il clima
Marte, il Pianeta rosso
Dagli Usa un nuovo studio sul passato geologico del pianeta rosso. Attraverso i dati raccolti da Mars Odyssey scoperte dorsali montuose di origine vulcanica
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ROMA - Dorsali montuose di origine vulcanica sul Pianeta rosso. La scoperta, illustrata sul journal of geophysical research-planets, è stata fatta da un team di geologi della Louisiana State University, in collaborazione con i colleghi della Stony Brook University, con quelli dell'University of Tokyo e della Lehigh University. La notizia arriva nei giorni in cui l'amministratore delegato di Spacex, Elon Musk ha annunciato, all'international astronautical congress in corso in questi giorni in Messico, il progetto (molto) ambizioso per portare gli uomini su Marte entro 10 anni.
Spazio, svelato panorama di Marte a 360 gradi: il pianeta rosso come i deserti statunitensi
Una vallata sconfinata, fino a delle alte montagne. Suolo tortuoso e arido. Quella scattata dal rover Curiosity, robot della Nasa sbarcato per una missione esplorativa sul pianeta rosso il 6 agosto 2012, è una foto panoramica sorprendente. L'immagine mostra quello che potrebbe essere un panorama desertico terrestre, se non fosse che si tratti di Marte. La street view è stata ripresa nel sito Murray Buttes, regione battezzata così in onore dello scienziato del California Institute of Technology Bruce Murray che, attraverso il coordinamento del Nasa Jkl, aveva curato dagli albori il progetto Curiosity. La foto è il risultato di un mosaico di immagini formato da decine di scatti effettuati con la mastcam (mast camera) e mostra una panoramica a 360 gradi in cui emergono profili che ricordano molto le forme tipiche dei panorami del Sud-Ovest degli Stati Uniti, come la celebre Monument Valley
Gli scienziati Usa hanno studiato una regione di Marte chiamata Thaumasia planum. L'area presa in esame è estesa come il nord America e mostra un'altitudine insolita. Proprio quest'ultima sua caratteristica aveva incuriosito gli studiosi che, attraverso analisi della chimica e della mineralogia della regione, e basandosi sui dati raccolti dal Gamma Ray Spectrometer dell'orbiter Mars Odyssey, hanno scoperto la presenza di dorsali montuose di origine vulcanica. Nella regione di Thaumasia planum gli esperti hanno anche riscontrato livelli di zolfo compatibili con la deposizione di polveri vulcaniche, frutto di eruzioni che avrebbero espulso una grande quantità di gas, influenzandone il clima.
Il cammino di Curiosity verso l'acqua di Marte
A circa otto chilometri di distanza da Curiosity si trovano due siti nei quali potrebbero comparire, nella stagione più mite, rivoli di acqua salmastra. Durante il suo percorso di ascesa sull'Aeolis mons, o Mount Sharp, il rover della Nasa si avvicinerà, a distanza di sicurezza, per scattare immagini dell'eventuale comparsa di acqua allo stato liquido, finora documentata grazie alle foto del Mars reconnaissance orbiter.
"I cambiamenti chimici che abbiamo riscontrato sono compatibili con l'evoluzione del mantello di Marte", ha spiegato Don Hood, coordinatore del gruppo Usa, e primo firmatario dello studio. I geologi americani hanno, in particolare, osservato un aumento di silice e acqua e una diminuzione di potassio.
Nasa: alle Hawaii come su Marte
Sei scienziati hanno trascorso 365 giorni sulle pendici del Mauna Loa, in una colonia marziana, dove sono state create condizioni simili a quelle che dovranno affrontare gli astronauti che, un giorno, esploreranno il pianeta rosso. Un esperimento finanziato dalla Nasa per studiare gli effetti sul comportamento del gruppo chiuso in uno spazio ristretto per un lungo periodo. Tra cibo disidratato, difficili contatti con l'esterno e passeggiate in tuta spaziale, emergono i conflitti della lunga convivenza
"Questi cambiamenti nella composizione chimica della regione ci dicono che l'ambiente è stato plasmato da una serie di eventi vulcanici", ha aggiunto Hood. Inoltre, sempre secondo le analisi del team, i laghi di lava Kilauea Iki, nelle Hawaii, hanno caratteristiche analoghe alle lave marziane. "Scoprire se su Marte c'è stata un'attività vulcanica esplosiva, e quanto è stata intensa - ha concluso Hood - è molto importante per ricostruire il paleoclima del pianeta". Anche nella prospettiva di future missioni umane, forse neppure così lontane.