Scienze

I pesci cantano al tramonto e all'alba: ascolta i richiami della Grande Barriera

Registrati dai ricercatori della Curtin University di Perth, i cori sono il frutto delle vocalizzazioni congiunte di diversi esemplari, e vengono prodotti di preferenza all’alba e al tramonto
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CONTEMPLANDO dall'esterno le profondità marine sembrano un luogo di pace e silenzio. Ma se potessimo ascoltare con le nostre orecchie quanto accade sotto la superficie delle acque, mari e oceani racconterebbero una storia ben diversa. Contrariamente a quanto si pensa, i pesci sono infatti animali estremamente vocali, capaci di produrre versi, canti, suoni, schiocchi e borbottii. E nei momenti più affollati della giornata, diversi esemplari di ogni specie uniscono le proprie voci, e dalla cacofonia di questi richiami nascono veri e propri cori, in tutto e per tutto simili a quelli che si potrebbero sentire in una giungla, o un bosco della terra ferma. Un'incredibile complessità acustica che la scienza sta iniziando a comprendere solamente negli ultimi anni, e di cui uno studio dell’australiana Curtin University di Perth, pubblicato sulle pagine della rivista Bioacustics, ci offre la più recente testimonianza.

Australia: cori di pesci sulla Grande Barriera / Audio 1

Lo scopo di questo tipo di ricerche, spiegano gli esperti australiani, è quello di catalogare le differenti vocalizzazioni che caratterizzano il panorama sonoro prodotto dai pesci. Come gli animali di terra ferma, anche le specie marine producono infatti i loro richiami per motivi precisi: richiamare potenziali partner, difendere il proprio territorio, e procacciarsi il cibo. Studiare questi suoni per lunghi periodi di tempo può quindi rivelare molto su quello che accade nelle acque, e aiuta a studiare i trend ecologici delle comunità che abitano in una determinata area.

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In questo caso l’esperimento è stato svolto lungo le coste di Port Hedland, una cittadina di mare dell’Australia Occidentale. I ricercatori hanno lasciato immersi i loro microfoni a largo delle coste australiane per oltre un anno e mezzo, studiando i pesci e i loro ecosistemi 24 ore su 24, e sette giorni su sette. E una volta analizzati i nastri, tra richiami di una moltitudine di specie acquatiche, rumori ambientali, suoni prodotti da battelli e altre attività umane, i ricercatori hanno identificato anche sette specifici cori. Ascoltandoli, questi cori assomigliano a lunghe armonie ritmiche e sostenute, che possono durare per diverse ore, innalzandosi durante specifici momenti della giornata, come l’alba e il tramonto, e salendo e scendendo di intensità seguendo il ciclo lunare e quello solare. Non avendo una conferma visiva, i ricercatori per ora non hanno potuto accertare a quali specie di pesci appartenessero i cori ascoltati. Serviranno ulteriori ricerche, sottolineano, per poter associare ogni coro con una specie dell’area. Solo a quel punto sarà possibile utilizzare il monitoraggio acustico per tenere sotto controllo le condizioni della fauna marina. Una possibilità che i ricercatori vogliono sfruttare per comprendere come stanno reagendo le specie locali all'inquinamento acustico prodotto da barche e motoscafi nelle acque, un tempo placide, dei mari australiani.