Dopo dieci anni di viaggio per avvicinare la cometa 67P, 7 miliardi di chilometri percorsi e due anni trascorsi orbitandole intorno, la sonda conclude così la sua storia, quasi d’amore, con la roccia spaziale: raggiungendola in un abbraccio che sarà eterno, o quasi. E le immagini Esa, insieme al materiale che la sonda è riuscita ad inviare, sono immediatamente disponibili su Repubblica.it.
La discesa di Rosetta sulla cometa - la diretta
Giovedì sera i motori di Rosetta sono stati accesi per pochi minuti e la discesa da 19 chilometri di altezza è gradualmente iniziata, prima alla “velocità” di 30 centimetri al secondo, poi fino a 90 (l’equivalente di una camminata tranquilla), man mano che la forza di gravità di 67P, sia pur debole, si farà sentire. La sonda nelle sue fasi finali di vita esplorerà una zona poco conosciuta della cometa (lunga appena 4 chilometri), analizzerà le tracce di gas presenti. Misurerà la temperature e la forza di gravità, inviando i dati all’Esoc (Centro europero per le operazioni spaziali) di Darmstadt.
Le manovre finali di Rosetta: ultime virate verso la cometa
La simulazione mostra le orbite finali di Rosetta attorno alla cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko, i "burn" (una sorta di virata) le permetteranno di puntare direttamente verso il nucleo. La discesa inizierà la sera del 29 settembre per terminare la mattina del 30 quando la sonda dell'Esa, attorno alle 13 ora italiana, toccherà il suolo della cometa, spegnendosi. Avrà termine così una delle più entusiasmanti missioni spaziali degli ultimi anni. Lanciata nel 2004, Rosetta ha compiuto un'odissea attraverso il Sistema solare per arrivare, nell'agosto 2014, in orbita attorno a 67/P. Nel novembre dello stesso anno gli ingegneri dell'Esa hanno raggiunto un altro storico traguardo: far atterrare un lander (Philae) su questo fossile spaziale. Durante questi 12 anni Rosetta ha raccolto immagini e dati importantissimi per lo studio delle comete, materiale prezioso per comprendere l'origine del Sistema solare e della vita sulla Terra
"Rosetta e Philae", ha commentato Jean-Pierre Bibring, lo scienziato responsabile del lander, “ci hanno dimostrato che la cometa coniene gli ingredienti che potrebbero aver aiutato la nascita della vita sulla Terra”. Nichi D’Amico, presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, ha spiegato che "con la missione abbiamo dimostrato di aver trasformato in realtà un'idea originale e coraggiosa: inviare cioè non solo una sonda, ma anche un lander a studiare da vicino il nucleo di una cometa. Mai nessuno prima lo aveva fatto. L'Italia, con l'istituto Nazionale di Astrofisica, l'ASI e varie industrie nazionali, ha giocato un ruolo di primo piano in questa missione europea”.
Roberto Battiston, astrofisico di fama mondiale e presidente dell’Agenzia spaziale italiana, ha commentato: “Chissà se un giorno qualche turista spaziale non troverà le tracce di questa incredibile missione portata a termine dall’Europa, con un grande ruolo della tecnologia italiana. Oggi si parla di miniere sui corpi celesti minori. Un giorno forse, se andremo su Marte, potremmo sfruttare queste risorse per approvvigionarci di acqua o carburante”.
“Addio Rosetta, hai concluso la tua missione” ha salutato Patrick Martin, lo scienziato manager della missione. Per il momento alla sonda e alla cometa resterà tutto il tempo per esplorare insieme l’universo al riparo dagli occhi umani. Gli scienziati sulla Terra spenderanno anni, invece, ad analizzare la miniera di immagini che ci stanno arrivando proprio in questo momento.