ROMA - Dalle onde gravitazionali ai terremoti, dalla vita su Marte alle frontiere della medicina. Così la scienza invade la scuola con i suoi protagonisti di primo piano, ricercatori italiani che hanno dato contributi fondamentali all'avanzamento della conoscenza nei settori più diversi. Tra loro il fisico e astronomo Giovanni Bignami, uno degli ideatori della missione Exomars, e il chimico Vincenzo Balzani, che ha sfiorato il Nobel 2016 per i suoi lavori sulle macchine molecolari. Saranno, insieme ad altri 60 studiosi, i protagonisti di La scienza a scuola, l'iniziativa dell'editore Zanichelli che organizza, a partire da domani 20 ottobre, 170 incontri in 130 scuole italiane.
Non solo, però, accademici dalla fama consolidata, ma anche scienziati che si stanno affermando sullo scenario internazionale. Come Sauro Succi, dirigente di ricerca dell'Istituto per il calcolo del Cnr di Roma, che è stato appena insignito del Premio Rahman. Il riconoscimento, titolato alla memoria del fisico Aneesur Rahman, viene assegnato ogni anno dall'American Physical Society per le migliori scoperte nel campo della fisica computazionale. "E' un premio che si merita questo settore della scienza - dice Succi -, un'isola felice della ricerca italiana".
A Succi il merito di aver portato "fondamentali contributi pionieristici nello sviluppo del metodo Boltzmann su reticolo". Le scoperte hanno varie applicazioni. "Si tratta di adattare modelli matematici alla realtà, cercando di ridurre al minimo gli errori. L'eccezionalità delle equazioni semplici che utilizziamo - spiega il professore - è che possono essere applicate a varie scale di grandezza, dai nanometri di una proteina ai chilometri di un tornado".
L'iniziativa. Ora Succi potrà spiegare le sue scoperte a un pubblico di giovanissimi (il 3 novembre al liceo scientifico "Rambaldi-Valeriani" di Imola e il 16 dicembre al liceo scientifico "Aristotele" di Roma) grazie all'iniziativa della Zanichelli, il cui obiettivo è diffondere la cultura scientifica tra gli studenti delle superiori.
"Sono molto contento - confessa Succi - ho iniziato a parlare di scienza nelle scuole dieci anni fa, nella mia Forlì. E' bellissimo poter comunicare direttamente con i ragazzi e cercare di trasmettergli la mia passione, far vedere che il nostro mestiere dà un sacco di soddisfazioni. Purtroppo i nostri studi non trovano sempre spazio nei media, perchè parliamo di 'misure medie' che esulano dalla grandezza dell'universo e dall'interesse che genera il bosone di Higgs. Il riscontro però è sempre positivo - racconta -, il segreto è accompagnare la teoria con esempi della quotidianità, ad esempio spiegare come si muove il sangue lungo le arterie. Si stupiscono per le cose meravigliose che stanno dietro al nostro risveglio di ogni giorno. Ma li capisco, io stesso mi emoziono ogni volta che ne parlo".
Non solo, però, accademici dalla fama consolidata, ma anche scienziati che si stanno affermando sullo scenario internazionale. Come Sauro Succi, dirigente di ricerca dell'Istituto per il calcolo del Cnr di Roma, che è stato appena insignito del Premio Rahman. Il riconoscimento, titolato alla memoria del fisico Aneesur Rahman, viene assegnato ogni anno dall'American Physical Society per le migliori scoperte nel campo della fisica computazionale. "E' un premio che si merita questo settore della scienza - dice Succi -, un'isola felice della ricerca italiana".
A Succi il merito di aver portato "fondamentali contributi pionieristici nello sviluppo del metodo Boltzmann su reticolo". Le scoperte hanno varie applicazioni. "Si tratta di adattare modelli matematici alla realtà, cercando di ridurre al minimo gli errori. L'eccezionalità delle equazioni semplici che utilizziamo - spiega il professore - è che possono essere applicate a varie scale di grandezza, dai nanometri di una proteina ai chilometri di un tornado".
L'iniziativa. Ora Succi potrà spiegare le sue scoperte a un pubblico di giovanissimi (il 3 novembre al liceo scientifico "Rambaldi-Valeriani" di Imola e il 16 dicembre al liceo scientifico "Aristotele" di Roma) grazie all'iniziativa della Zanichelli, il cui obiettivo è diffondere la cultura scientifica tra gli studenti delle superiori.
"Sono molto contento - confessa Succi - ho iniziato a parlare di scienza nelle scuole dieci anni fa, nella mia Forlì. E' bellissimo poter comunicare direttamente con i ragazzi e cercare di trasmettergli la mia passione, far vedere che il nostro mestiere dà un sacco di soddisfazioni. Purtroppo i nostri studi non trovano sempre spazio nei media, perchè parliamo di 'misure medie' che esulano dalla grandezza dell'universo e dall'interesse che genera il bosone di Higgs. Il riscontro però è sempre positivo - racconta -, il segreto è accompagnare la teoria con esempi della quotidianità, ad esempio spiegare come si muove il sangue lungo le arterie. Si stupiscono per le cose meravigliose che stanno dietro al nostro risveglio di ogni giorno. Ma li capisco, io stesso mi emoziono ogni volta che ne parlo".