I resti fossili analizzati di un Homo habilis destrimane di 1,8 milioni di anni
Analizzando i denti dei fossili di un Homo habilis risalente a 1,8 milioni di anni fa, un team di ricercatori, in parte italiani, ha trovato le più antiche tracce della dominanza della mano destra. Una scoperta che aiuta a far luce sulle caratteristiche tipicamente umane
2 minuti di lettura
SCRIVE con la sinistra: è mancino. Calcia sempre di destra e afferra qualunque cosa con la destra: è destrimano. Inganni a parte dell'ambidestria, capire se chi ci sta di fronte è mancino o destrimane oggi è abbastanza facile. Ma con i nostri antenati, come è possibile? Un'idea è quella di analizzarne i muscoli, laddove presenti, e le ossa: uno sviluppo maggiore a destra o sinistra è un buon indicatore della prevalenza dell'uno o dell'altro lato nella manualità. Ma se anche gli scheletri non sono preservati, la soluzione allora è quella di guardare in bocca ai nostri antenati, analizzando i loro denti. Ed è cosi che un team di ricercatori ha appena scoperto la più antica evidenza di destrimani mai portata alla luce, nei resti di un fossile di Homo habilis vissuto 1,8 milioni di anni fa, proveniente dalla gola di Olduvai, in Tanzania.
''Ci interessiamo tanto a questo aspetto della laterizzazione del corpo perché è una caratteristica tipicamente umana'', spiega Luca Bondioli, ricercatore del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma, che ha preso parte alla ricerca, pubblicata su Journal of Human Evolution, insieme alla collega Ivana Fiore: ''Se infatti noi ci dividiamo principalmente in destrimani e mancini, con il 90% di noi appartenenti al primo gruppo, nelle grandi scimmie, i nostri parenti più prossimi, questa divisione nella manualità non è affatto così netta''. Quindi, studiare quando nel corso dell'evoluzione umana è comparsa la dominanza manuale è tentare di portare alla luce la nascita di una caratteristica squisitamente umana. Umana in senso ampio: finora infatti, oltre che nella nostra specie, i ricercatori avevano dimostrato che anche i Neanderthal si dividevano tra destrimani e mancini, più o meno con le stesse percentuali osservate nella specie umana. Ma le prove accumulate si fermavano a circa 400 mila anni fa, con i fossili di Sima de Los Huesos (di difficile attribuzione nella famiglia del genere Homo, a quanto pare comunque antenati dei Neanderthal).
"La scoperta di questo individuo destrimane è stata una sorpresa, perché sposta indietro di parecchio tempo le evidenze accumulate finora", continua Bondioli. Così come per i Neanderthal, l'evidenza che l'Homo habilis analizzato dai ricercatori fosse destrimane arriva dalla bocca: ''L'idea è che molto tempo fa, quando non esistevano utensili come i coltelli, gli ominidi utilizzassero delle pietre per tagliare il cibo - spiega Bondioli - e l'uso di queste pietre potrebbe aver lasciato, occasionalmente, dei segni sui denti, a seconda che il suo utilizzatore fosse destrimane o mancino''.
Un destrimane avrebbe tenuto con la sinistra il cibo e con la destra si sarebbe aiutato a tagliarlo, colpendo occasionalmente i denti e lasciando striature da cui è possibile risalire alla mano utilizzata con più manualità per compiere le azioni
Queste striature, come li chiamano i ricercatori, sono oblique da sinistra a destra verso il basso per i destrimani o vanno al contrario, da destra a sinistra per i mancini. A seconda cioè di quale fosse la mano usata per tenere il cibo e quale quella per tagliare. ''Analizzando la direzione di queste striature nei fossili è possibile ipotizzare se siamo di fronte o meno a un individuo destrimane o mancino''. E così è stato per le analisi su Homo habilis compiute sia a occhio nudo che con il microscopio: quel fossile era destrimane. ''Questo ci sorprende perché già in questa specie siamo di fronte a un tratto tipicamente umano'', commenta Bondioli.
Andando oltre però quanto scoperto dai ricercatori potrebbe avere implicazioni più grandi. Nella nostra specie l'essere destrimani è generalmente correlato - sebbene si tratti di un'affermazione non universalmente condivisa - con la laterizzazione del cervello, ovvero con la differenza di funzioni per i due emisferi. Le funzioni linguistiche, per esempio, fanno capo all'emisfero sinistro e dal momento che la parte sinistra del nostro cervello controlla quella destra del corpo, i ricercatori ipotizzano che le cose possano essere correlate. E avere un significato: ''Un campione non costituisce un caso incontrovertibile ma man mano che si accumuleranno studi e scoperte, possiamo azzardare che l'essere destrimani, la riorganizzazione corticale e le capacità di linguaggio dimostreranno di essere componenti importanti dell'origine del nostro genere'', ha concluso David Frayer della University of Kansas, a capo dello studio.