Scienze

Parmitano, una borsa di studio per Intercultura: ecco "Volare", per capire il mondo. E oltre

L'astronauta dell'Esa racconta a Repubblica l'iniziativa legata al suo libro, di cui ha devoluto i proventi. "Giovani bamboccioni? Solo una provocazione"

2 minuti di lettura
DALLA SICILIA al mondo, e forse anche allo Spazio. Con la borsa di studio "Volare" di Intercultura, realizzata in collaborazione con Luca Parmitano, astronauta dell'Esa e protagonista della prima missione di lunga durata dell'Asi , che ha devoluto i proventi del libro "Volare" al progetto. Un bando di concorso che prevede 2000 posti, 65 paesi e 1400 borse di studio. La borsa di Studio Volare è indirizzata a studenti di 15-17 anni di età, nati indicativamente tra il 1 luglio 1999 e il 31 agosto 2002. I programmi per prevedono due possibili percorsi, uno annuale e uno semestrale.

Luca Parmitano, che ora non è nello spazio ma sulla Terra, può raccontarci cos'è la Borsa di studio "Volare" di Intercultura?
L’idea della borsa nasce contemporaneamente al libro “Volare – 166 giorni con @astro_luca”, da me scritto mentre ero in orbita sulla Stazione Spaziale Internazionale. La missione, la prima di lunga durata per l’Agenzia Spaziale Italiana, aveva come nome proprio “Volare”. Durante i 166 giorni che ho passato a bordo della ISS ho voluto raccontare in un blog – che è poi diventato il libro - aneddoti, curiosità ed esperienze da me vissute per condividerle con chi, a Terra, non ha il privilegio straordinario di vivere un’avventura come il volo spaziale. Quel desiderio di condivisione è rimasto anche una volta tornato a terra: ecco perché i proventi destinati all’autore sono stati devoluti, al 100%, alla borsa di studio di Intercultura.

Intercultura è una onlus che da più di 60 anni promuove gli scambi culturali internazionali. Anche Lei è partito dalla Sicilia a 17 anni con Intercultura e ha più volte detto che l'esperienza le ha cambiato la vita. In che modo?
A 17 si è in piena formazione, ed è forse l’inizio della fase della vita in cui si comincia ad avere la percezione di sé stessi – o almeno, così è stato per me. In particolare, ho compreso che avevo un progetto importante davanti a me: quello di entrare in Accademia Aeronautica e diventare un pilota militare. Forse perché il mio “host father” era un aviatore dei Marines: ho una stima infinita nei suoi confronti, delle sfide che ha affrontato, dei risultati che ha raggiunto, dell’umiltà con la quale vive i suoi successi. Anche dal punto di vista personale è stato determinante: durante l’anno di scambio ho conosciuto una ragazza di cui mi innamorai perdutamente, e che da 13 anni è mia moglie.

In questo modo gli studenti potranno partire per conoscerei un nuovo paese. Che è un  po' un nuovo mondo. Un viaggio di scoperta e conoscenza, proprio come quelli nello spazio. Qual è l'insegnamento più importante che ha potuto trarre dai suoi obiettivamente fantastici viaggi?
Non metto mai nulla in graduatoria, per cui non ho un insegnamento più importante degli altri. Forse il messaggio è proprio questo: ho imparato a guardare tutto senza pensare a cosa è meglio o peggio, ma che è solo diverso. E quindi prezioso.

I nostri ragazzi vengono spesso definiti bamboccioni, poco intraprendenti. Ma in realtà i numeri di chi ha deciso di fare un'esperienza all'estero da adolescenti raccontano invece di carriere professionali molto interessanti. E' vero quindi che Una borsa di studio all'estero è una porta d'accesso per il mondo del lavoro. E che uno studente può partire dalla Sicilia e arrivare nello Spazio.
Immagino che chi parli dei giovani in questi termini lo faccia solo per provocare. A me piace moltissimo lavorare e dialogare con i giovani e i giovanissimi, che trovo sempre più preparati, determinati, ambiziosi. Esporsi all’estero a 17 anni è un modo di uscire dalla propria “comfort zone”: lasciare per lungo tempo parenti, amici, la squadra, la scuola. Si scopre di avere delle risorse inesplorate, che diventano strumenti utilissimi nel futuro, in tutti i campi: dallo studio al lavoro, dalle relazioni private a quelle pubbliche. Si può partire dalla Sicilia e arrivare quanto lontano si desideri.

Luca Parmitano  ha un messaggio, un augurio per chi deciderà di partecipare?
Il messaggio? essere ottimisti. E l’augurio un classico “in bocca al lupo” (e che viva il lupo!).