Scienze

Tre scienziate indiane alla conquista dello spazio

C'è chi le chiama le ''donne del Pianeta rosso''. Ci sono loro (Ritu, Anuradha e Nandini) dietro il successo della Mars Orbiter Mission nel 2014. ''Abbiamo aperto una finestra su Marte per l'India'', raccontano a Bbc
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HANNO spedito l'India nello spazio, ma non sono finite sotto i riflettori. In un primo momento l'Agenzia spaziale indiana (Isro) le ha persino fatte passare come dipendenti della parte amministrativa. In realtà, dietro al successo della Mars Orbiter Mission, che nel settembre del 2014 ha portato un satellite del Paese asiatico intorno all'orbita del Pianeta rosso, c'è il lavoro di tre scienziate che hanno giocato un ruolo primario nel progetto. Una foto che ritraeva Ritu Karidhal, Anuradha TK e Nandini Harinath con sari floreali, i vestiti tradizionali indiani di stoffa colorata, era diventata virale nei giorni successivi al lancio. A distanza di due anni, grazie a un reportage della Bbc, le tre donne possono adesso riscuotere i complimenti anche al di fuori della comunità scientifica.

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Karidhal e Harinath sono state vice direttrici dell'operazione di lancio del satellite, mentre Anuradha TK ha guidato il programma "Geosat" all'Isro Satellite Center. Tre curriculum prestigiosi, tre storie che dimostrano come, nel settore scientifico asiatico, le quote rosa facciano fatica a spodestare il dominio maschile.

Madre di due figli, avevano undici e cinque anni quando la missione era nel vivo. "Ho cercato di essere multi-task per mesi. Quando tornavo a casa da lavoro, esausta, - racconta Karidhal - , giocavo con i bambini e mi godevo la loro crescita. In quei giorni mi sono sentita una donna veramente felice". E sembra non pesarle per niente la mancanza di visibilità: "Abbiamo aperto una finestra su Marte per l'India, è stato un gran lavoro di squadra".

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Cresciuta guardando e riguardando Star Trek insieme a tutta la famiglia, Harinath si dice oggi "orgogliosa" del fatto che il governo indiano abbia riconosciuto ufficialmente i meriti della missione, costata 74 milioni di dollari, un decimo rispetto a quanto spendono gli Stati Uniti per missioni simili: "Adesso la comunità scientifica ha voglia di India e richiede il nostro supporto. È quanto di più bello mi è successo in venti anni di lavoro all'Isro".

Nel rapporto tra la scienza e le donne Anuradha TK comincia a percepire segnali di apertura significativi: "Nel 1982 all'Isro lavoravano soltanto due donne, adesso siamo almeno il venti per cento dei 16mila dipendenti. A volte - continua - non ricordo neanche di essere una donna, perché qui al centro riceviamo lo stesso trattamento degli uomini". Proprio da lei, che non ha visto lo sbarco sulla luna del 1969 perché non aveva la tv, ma che su Armstrong ha scritto una poesia, arriva un consiglio per le giovani scienziate: "Ho notato che prendono coraggio se nei programmi sono inserite anche altre donne. Serve più sfrontatezza, le capacità non mancano a nessuna di loro".

Secondo una leggenda indiana gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Dopo la missione, c'è chi le ha chiamate "le donne del Pianeta rosso". Ma, su questo, le scienziate concordano: ''Siamo donne della Terra che hanno avuto un’esperienza straordinaria. Vogliamo continuare a esplorare lo spazio per il bene dell'India e dell'Umanità”.