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Lo studio. In realtà, già da vari anni si sospettava che lo stress potesse ingrigire il mantello del più fedele amico dell’uomo, soprattutto sul volto ed intorno alla bocca, esattamente come capita ai capelli delle persone, ma trovare una prova di questa ipotesi non è stato affatto semplice. Lo studio, pubblicato sul numero di dicembre di Applied Animal Behaviour Science, ha coinvolto 400 padroni di cani a cui è stato chiesto di valutare, tramite un questionario di 42 domande, il carattere dei propri animali. Sono stati inseriti anche elementi in grado di distrarre dal vero scopo del test per non influenzare le domande e renderle il più possibile neutre. Inoltre, per la buona riuscita della ricerca, sono stati esclusi i cani dal mantello chiaro, a causa dell’oggettiva difficoltà nell’individuare precoci peli bianchi, così come gli esemplari scelti avevano al massimo quattro anni di età (diversamente la possibilità di grigiore nel mantello per ragioni anagrafiche sarebbe stata troppo elevata).
Lo stress negli animali che interagiscono con l’uomo
TUTTI sappiamo che lo stress caratterizza sempre di più la vita quotidiana di uomini e donne. Un discorso simile si può fare anche per gli animali che condividono i nostri ritmi di vita: lo conferma la ricerca di Camille King sui cani che ingrigiscono a causa dell’ansia. Per quelli che ci fanno compagnia, o ci aiutano in lavori pesanti, o fanno parte di cicli di produzione molto duri, o, ancora, vengono utilizzati come cavie da laboratorio. In tutti questi casi, ci sono diverse circostanze che possono causare tensioni ed affaticamento. È perciò fondamentale saper riconoscere le varie situazioni per porre rimedio (quando è possibile) ed evitare che lo stress diventi cronico.
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I risultati. La conclusione raggiunta è stata che le femmine manifestano una maggiore tendenza rispetto ai maschi ad ingrigirsi, così come maggiormente sensibili al fenomeno si sono dimostrati, indipendentemente dal sesso, gli esemplari che, in presenza di forti rumori, si dimostrano più timorosi ed ansiosi. Non sono state riscontrate invece relazioni con la taglia del cane, o con problemi medici, o ancora con un’eventuale sterilizzazione. Insomma, un’analisi semplice e veloce dell’aspetto del vostro cane (nei limiti imposti dalla nuova ricerca) e la conoscenza anche del comportamento abituale, può rivelare importanti informazioni sul suo benessere psicofisico per capire se e come intervenire.