La ricerca è stata condotta confrontando i fossili di questo dinosauro, in eccezionale stato di conservazione, con quelli di coccodrilli e di diverse specie di uccelli. I ricercatori hanno osservato in particolare che i musi dei tirannosauri, analogamente ai coccodrilli e agli alligatori, erano dotati di numerosi piccoli fori (foramina) destinati al passaggio di nervi e vasi sanguigni. Un indice evidente della presenza di una rete sensoriale complessa e quindi di un'elevata sensibilità al tatto.
"La scoperta è particolarmente interessante - sottolinea Jayc Sedlmayr, uno degli autori dello studio - perché questa rete sensoriale deriva dal nervo trigemino, che è responsabile dello sviluppo di varie forme di 'sesto senso' in molti vertebrati: per esempio la capacità degli uccelli di percepire campi magnetici, la sensibilità ai raggi infrarossi di alcune vipere, la percezione delle vibrazioni dell'acqua da parte degli alligatori. Probabilmente anche il muso del tirannosauro era dotato di questo livello di sensibilità".
È altrettanto probabile che tale sensibilità portasse i dinosauri a provare anche forme molto acute di dolore. "Le componenti facciali del nervo trigemino di questi dinosauri rispecchiano quelle degli esseri umani", prosegue Sedlmayr. "Si tratta di un nervo così sensibile che in condizioni patologiche (la cosiddetta 'nevralgia del trigemino'), può essere responsabile di alcune delle manifestazioni di dolore più intense che la nostra specie possa provare: in casi estremi, può portare le persone che ne soffrono anche al suicidio".
