Tutti sulla Luna, direzione Marte: la sfida degli ''scienziati part time''
di ROSITA RIJTANO
La startup tedesca Part-Time Scientists potrebbe essere la prima compagnia privata ad allunare. Ma non è la sola nella nuova corsa al satellite della Terra. Pronta al decollo anche la Nasa
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TUTTI sulla Luna. "Vogliamo fornire le competenze necessarie per realizzare missioni spaziali a quanti più paesi, università e istituzioni è possibile". È l'obiettivo di Karsten Becker, scienziato informatico 35enne, e braccio tecnico di quello che potrebbe essere il primo allunaggio compiuto da una compagnia privata, per di più europea. Dopo quasi mezzo secolo. Loro sono i Part-Time Scientists, scienziati part time, poi diventati scienziati e ingegneri a tempo pieno. Tanto da essere costretti a cambiare nome di battesimo in PTScientists. Hanno i piedi a Berlino e la mente lassù, nel cielo, oltre l'atmosfera.
PTScientists, la startup che punta alla Luna
PTScientists, startup tedesca che ingloba scienziati e ingegneri, potrebbe essere la prima compagnia privata ad atterrare sulla Luna. Dopo quasi mezzo secolo. La missione durerà 14 giorni e mezzo. Poi l'escursione termica che caratterizza il passaggio dal giorno alla notte lunare - si può andare dai 150 gradi di una zona illuminata ai meno 150 di una all'ombra -, manderà presumibilmente in tilt ogni apparecchiatura. Il loro robot è un gioiellino hi-tech. Ed è destinato a visitare i luoghi dell'Apollo 17, che ha portato per l'ultima volta l'uomo sulla Luna 45 anni fa. L'obiettivo è scoprire in che condizioni si trova l'equipaggiamento lasciato lì nel 1972 per aiutarci a scegliere i materiali migliori per i viaggi futuri
Un'avventura cominciata nel 2008 con l'obiettivo di partecipare al Google lunar Xprize: 30 i milioni di dollari che Mountain View ha promesso a chi riuscirà a spedire sulla Luna un robot entro il 2017. Ma anno dopo anno la squadra è diventata sempre più grande. Fino a reclutare 35 persone, di cui 18 ormai lavorano al progetto ventiquattr'ore su ventiquattro. Anche se il premio di Google l'hanno abbandonato all'ultimo round: "Il 2017 è un obiettivo irrealistico", commenta Becker a Repubblica. "Non volevamo annunciare qualcosa che non saremmo stati in grado di realizzare".
Il sogno di tre studenti napoletani: "Andremo sulla Luna con una lattina"
Nella competizione organizzata da Big G adesso rimangono in cinque: l'israeliana Spaceil, la Moon Express (Usa), la Synergy Moon (internazionale), l'indiana Teamindus e la Hakuto del Giappone. Chi vincerà? Becker, che ha analizzato tecnicamente tutte le proposte degli ex avversari, ha pochi dubbi. È fiducioso: "Molto probabilmente saremo comunque noi i primi ad allunare, nessuno è così avanti". Sono stati circa dieci gli anni di lavoro, tre i robot costruiti, l'ultimo in collaborazione con la casa automobilistica Audi.
Si tratta di un gioiellino hi-tech, fatto di alluminio stampato in 3D, dotato di telecamere ad alta definizione e di computer intelligenti. La missione durerà 14 giorni e mezzo. Poi l'escursione termica che caratterizza il passaggio dal giorno alla notte lunare - si può andare dai 150 gradi di una zona illuminata ai meno 150 di una all'ombra -, manderà presumibilmente in tilt ogni apparecchiatura. Si prospetta un evento unico nel suo genere. Perché al robot tocca visitare i luoghi dell'Apollo 17, che ha portato per l'ultima volta l'uomo sulla Luna. Quarantacinque anni fa. Un sito di interesse internazionale per molteplici motivi, spiega Becker: "Vedere in che stato si trova l'equipaggiamento lasciato lì nel 1972 può aiutarci a scegliere i materiali migliori per i viaggi futuri. Inoltre, potremo risolvere numerosi misteri e mostrare, nuovamente, il momento in cui la piattaforma di atterraggio tocca il suolo. Proseguiremo la storia".
Orion e Space launch system, il razzo e la navetta che porteranno l'uomo su Marte
Lo Space launch system e la capsula Orion saranno il mezzo per volare oltre l'orbita della Luna e portare i primi uomini su Marte. La Nasa sta sviluppando e conducendo i test sulla navetta e sul vettore, il più potente mai progettato dai tempi del Saturn V che fece decollare gli astronauti delle missioni Apollo, per il primo decollo, slittato al 2019
Credits: Nasa
Ma ancor più dello sbarco sul satellite della Terra, sono le sue implicazioni sociali ad affascinare: "Consentire a molte più persone di partecipare all'esplorazione spaziale e, quindi, ridurne i prezzi". Una democratizzazione delle esplorazioni oltre l'atmosfera. Il primo passo è dare un passaggio a chiunque voglia portare sulla Luna un esperimento: università, scuole, o singoli ricercatori. Il prezzo varia dai 700mila agli 800mila dollari per chilogrammo. C'è già chi si è prenotato per studiare la possibilità di far crescere verdura sulla superficie lunare, o di creare una casa dalla sabbia ed estrarre l'acqua dalle pietre.
Gli ingredienti per un grande ritorno alla Luna, per poi spingersi ancora più oltre, fin su Marte, ci sono tutti. "È per questa ragione che il satellite è tornato di moda", conclude Becker. Infatti il gruppo dei PTScientists, come gli altri concorrenti del Google Lunar Xprize, non sono gli unici a volerci fare ritorno. Sul fronte privato Blue Origin, la compagnia spaziale di proprietà di Jeff Bezos, spera di condurre esperimenti e allestire una base entro il 2020. Mentre l'agenzia spaziale russa Roscosmos sogna una stazione lunare per dodici persone, seppur manca una data d'inizio dei lavori.
Ecco i robot pronti a sbarcare sulla Luna
Lander dotati di telecamere e sensori: sono i prototipi che hanno permesso a 5 team internazionali di arrivare in finale al Google lunar Xprize. Condizione per passare l'ultima selezione: avere già in tasca un contratto per il lancio ed essere pronti a realizzarlo entro il 2017.
Pronta al decollo anche la corrispondente statunitense, grande protagonista del passato. La Nasa ha in programma di portare presto i propri astronauti a fare un giro nello spazio cislunare, quello che si trova tra la Terra e la Luna. "È una missione in preparazione per Marte - dice a Repubblica Tabatha Thompson, responsabile della comunicazione della Nasa -. Offre l'ambiente spaziale perfetto per ottenere l'esperienza necessaria a spingere le esplorazioni più in profondità nel sistema solare. Ma allo stesso tempo offre la possibilità di tornare qui, sul nostro pianeta, in pochi giorni anziché settimane o mesi". Così anche se Houston dovesse avere un problema, sarebbe di facile risoluzione.