Mit, ecco i cibi-origami che prendono forma in acqua
di MATTEO SERRAL'idea potrebbe consentire di produrre alimenti risparmiando spazio e con costi ridotti
ARRIVANO i primi origami commestibili: si tratta di sottili fogli di amido e gelatina stampati in 3D che, a contatto con l'acqua, si piegano assumendo istantaneamente la forma desiderata, come quella dei maccheroni, fusilli o cannoli. L'idea, che potrebbe aprire la strada alla produzione di alimenti più facilmente impacchettabili e trasportabili, con costi ridotti, è già realtà: le particolari strutture sono state infatti realizzate nei laboratori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), cucinate da uno chef di Boston e già assaggiate dai ricercatori. Lo studio è stato presentato alla conferenza internazionale sulle interazioni uomo-computer (Acm Chi 2017), svoltasi a Denver dal 6 all'11 maggio scorsi.
"Sulla base di semplici calcoli, ad esempio per i maccheroni, risulta che nella confezioni il 67% del volume è occupato da aria", spiega l'esperta di bioingegneria Wen Wang, tra gli autori dello studio p…
"Sulla base di semplici calcoli, ad esempio per i maccheroni, risulta che nella confezioni il 67% del volume è occupato da aria", spiega l'esperta di bioingegneria Wen Wang, tra gli autori dello studio p…
ARRIVANO i primi origami commestibili: si tratta di sottili fogli di amido e gelatina stampati in 3D che, a contatto con l'acqua, si piegano assumendo istantaneamente la forma desiderata, come quella dei maccheroni, fusilli o cannoli. L'idea, che potrebbe aprire la strada alla produzione di alimenti più facilmente impacchettabili e trasportabili, con costi ridotti, è già realtà: le particolari strutture sono state infatti realizzate nei laboratori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), cucinate da uno chef di Boston e già assaggiate dai ricercatori. Lo studio è stato presentato alla conferenza internazionale sulle interazioni uomo-computer (Acm Chi 2017), svoltasi a Denver dal 6 all'11 maggio scorsi.
"Sulla base di semplici calcoli, ad esempio per i maccheroni, risulta che nella confezioni il 67% del volume è occupato da aria", spiega l'esperta di bioingegneria Wen Wang, tra gli autori dello studio presentato alla conferenza. "I cibi che stiamo realizzando, in grado di cambiare forma, potranno essere confezionati piatti in modo da salvare spazio".
Gli ingegneri del Mit sono stati ispirati da un batterio capace di mutare forma a seconda dell'umidità, provando a ricreare lo stesso effetto con materiali commestibili. Hanno puntato sulla gelatina, che si gonfia a contatto con l'acqua, stampandola digitalmente in fogli sottili. Sugli stessi fogli sono stati poi impressi disegni fatti di cellulosa, un materiale che fa da barriera all'acqua e, regolandone il contatto con la gelatina, determina la forma finale assunta dall'"origami".
Grazie a questa tecnica, i ricercatori hanno realizzato strutture simili a maccheroni, rigatoni, cannoli, fiori e persino fettuccine che in acqua bollente si dividono in spaghetti. In collaborazione con uno chef, hanno poi insaporito l'impasto con nero di seppia e plancton. "Questo progetto è uno degli ultimi in ordine di tempo che realizzano la nostra visione chiamata degli 'atomi radicali', che combina le interazioni umane con materiali dinamici, trasformabili e flessibili", sottolinea Hiroshi Hishii, co-autore dello studio.
"Sulla base di semplici calcoli, ad esempio per i maccheroni, risulta che nella confezioni il 67% del volume è occupato da aria", spiega l'esperta di bioingegneria Wen Wang, tra gli autori dello studio presentato alla conferenza. "I cibi che stiamo realizzando, in grado di cambiare forma, potranno essere confezionati piatti in modo da salvare spazio".
Gli ingegneri del Mit sono stati ispirati da un batterio capace di mutare forma a seconda dell'umidità, provando a ricreare lo stesso effetto con materiali commestibili. Hanno puntato sulla gelatina, che si gonfia a contatto con l'acqua, stampandola digitalmente in fogli sottili. Sugli stessi fogli sono stati poi impressi disegni fatti di cellulosa, un materiale che fa da barriera all'acqua e, regolandone il contatto con la gelatina, determina la forma finale assunta dall'"origami".
Grazie a questa tecnica, i ricercatori hanno realizzato strutture simili a maccheroni, rigatoni, cannoli, fiori e persino fettuccine che in acqua bollente si dividono in spaghetti. In collaborazione con uno chef, hanno poi insaporito l'impasto con nero di seppia e plancton. "Questo progetto è uno degli ultimi in ordine di tempo che realizzano la nostra visione chiamata degli 'atomi radicali', che combina le interazioni umane con materiali dinamici, trasformabili e flessibili", sottolinea Hiroshi Hishii, co-autore dello studio.