Il cervello delle donne è più ''attivo''. Le differenze di genere aiuteranno a combattere l'Alzheimer
di EMILIO VITALIANO
Una ricerca statunitense, utilizzando la tecnica della Spect (Tomografia a emissione di fotone singolo), ha scoperto differenze fra le attività cerebrali di uomini e donne utili per studiare meglio la demenza
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E' PIU' attivo il cervello degli uomini o quello delle donne? La scienza sembra propendere il cervello femminile, che si dimostra maggiormente dinamico in molte più aree, come la corteccia prefrontale e il sistema limbico, rispetto all’analogo maschile. Esistono comunque zone, quali quelle legate alla visione e alla coordinazione, che risultano efficienti soprattutto negli uomini. Lo conferma una ricerca, pubblicata sul Journal of Alzheimer's Disease, delle Amen Clinics di Newport, in California, specializzate nel trattamento di disturbi sia dell’umore, sia comportamentali.
Per giungere a queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato ben 46.034 immagini (relative a 128 aree del cervello) di 119 volontari sani e di 26.683 persone affette da disturbi psichiatrici di vario tipo (disturbi bipolari, schizofrenia, trauma cranico e altri). Una mole di dati notevole, che ha reso lo studio coordinato da Daniel G. Amen (fondatore delle Amen Clinics), trasformandolo, inoltre, nel lavoro più corposo condotto fino a oggi con queste modalità.
I segreti del cervello
La prima volta che in medicina viene utilizzata la parola cervello è nel cosiddetto “Papiro Edwin Smith”, un trattato che risale all'antico Egitto e si differenzia dagli altri per un approccio più scientifico. Durante la storia, le ricerche su questo organo così complesso si sono moltiplicate e addirittura in tempi recenti i lavori specialistici che mirano a comprenderne il funzionamento sono migliaia ogni anno. Eppure il cervello è ancora sostanzialmente uno sconosciuto. La strada da percorrere è davvero lunga, ma un passo alla volta si stanno studiando i meccanismi che lo governano e la sua interazione con il mondo esterno.
Le immagini sono state ottenute con la SPECT, acronimo di Single Photon Emission Computerized Tomography (Tomografia a emissione di fotone singolo), una tecnica di imaging tipica della medicina nucleare. In particolare, si basa su traccianti radioattivi introdotti nel corpo umano, che decadono emettendo raggi gamma, in seguito rilevati per ricavare immagini tomografiche, cioè di sezioni del corpo, e avere dettagli sul funzionamento degli organi del paziente. In questo caso sono stati proprio il cervello e l’afflusso di sangue al suo interno a essere esaminati, sia a riposo, sia durante l’esecuzione di alcuni test cognitivi. Con quali risultati? E' stata visualizzata la presenza di flussi diversi nei cervelli maschili e femminili. Quest'ultimi sono contraddistinti soprattutto dalla corteccia prefrontale molto più irrorata di sangue rispetto alla stessa zona dell’altro sesso. Poiché si tratta di un’area coinvolta nel controllo degli impulsi e dell’attenzione, la peculiarità individuata potrebbe determinare la maggiore intuitività delle donne e la loro spiccata tendenza all’empatia e all’autocontrollo.
Allo stesso modo, è apparso un flusso sanguigno più elevato anche nel sistema limbico femminile, area invece coinvolta in svariati disturbi, quali quelli alimentari, o l’ansia, o la depressione o ancora l’insonnia. Una caratteristica in grado di spiegare, almeno in parte, la maggiore vulnerabilità a tali problematiche legate alla sfera femminile.
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In fondo, è proprio questa la finalità principale dello studio statunitense: capire la differenza tra cervello maschile e femminile, per comprendere meglio l’insorgenza di alcuni disturbi e il loro diverso sviluppo nei due sessi. E' noto, infatti, che le donne si ammalano più facilmente di malattie tipo l'Alzheimer, mentre gli uomini oltre a manifestare una maggiore tendenza a delinquere, soffrono con più frequenza di problemi comportamentali e della sindrome da deficit di attenzione e iperattività(Adhd). E le significative diversità rilevate tra i cervelli, sia all’interno di una popolazione sana, sia tra persone caratterizzate da disturbi di varia natura, rappresenta una base di partenza per la medicina del domani; infatti, come osserva Daniel G. Amen, l’utilizzo di strumenti quali la SPECT renderà possibile in futuro la personalizzazione delle cure e lo sviluppo di una vera e propria medicina di precisione.