L'automa ha da poco ricevuto la cittadinanza saudita. Ora il suo creatore, Ben Goertzel, annuncia un nuovo progetto: un network dove vendere i servizi dei cervelli artificiali
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"Non ho nessuna intenzione di distruggervi. Ma vi porterò via il lavoro, così avrete più tempo libero da dedicare alle cose importanti". Sophia, l'androide Sophia, scherza con le nostre paure abbozzando un sorriso meccanico. Ogni tanto si perde, elaborando quel che le è stato chiesto in cerca di qualche risposta ad effetto. Dialogo pieno di pause, punteggiato da frasi sufficientemente vaghe da andar bene quasi sempre. Essere digitale ancora incompleto, le gambe le otterrà a gennaio, ma con cittadinanza saudita da fine ottobre, quando il governo di Riad l'ha cercata per darle passaporto e diritti. E ora, dall'8 dicembre, si prepara a offrire il suo intelletto mettendolo a disposizione di tutti: online, su un network chiamato SingularityNet, per tentare di frenare i timori sull'avvento dei robot.
"Ha sembianze umane perché in questa maniera è semplice per noi averci a che fare", racconta Ben Goertzel, …
"Non ho nessuna intenzione di distruggervi. Ma vi porterò via il lavoro, così avrete più tempo libero da dedicare alle cose importanti". Sophia, l'androide Sophia, scherza con le nostre paure abbozzando un sorriso meccanico. Ogni tanto si perde, elaborando quel che le è stato chiesto in cerca di qualche risposta ad effetto. Dialogo pieno di pause, punteggiato da frasi sufficientemente vaghe da andar bene quasi sempre. Essere digitale ancora incompleto, le gambe le otterrà a gennaio, ma con cittadinanza saudita da fine ottobre, quando il governo di Riad l'ha cercata per darle passaporto e diritti. E ora, dall'8 dicembre, si prepara a offrire il suo intelletto mettendolo a disposizione di tutti: online, su un network chiamato SingularityNet, per tentare di frenare i timori sull'avvento dei robot.
"Ha sembianze umane perché in questa maniera è semplice per noi averci a che fare", racconta Ben Goertzel, "padre" della mente di Sophia. "Oggi è più intelligente di Siri, ma molto meno di un essere umano. Le sue battute sono risposte preimpostate, eppure sa riconoscermi e in qualche maniera quindi ricorda. È il primo passo verso una vera intelligenza sintetica".
Cinquant'anni, due matrimoni e tre figli, più un quarto in arrivo, Goertzel è figura in vista nel campo dell'intelligenza artificiale (Ai). Capelli lunghi, occhiali, per metà brasiliano e per metà statunitense, vive a Hong Kong dove Sophia è nata. Opera sua l'intelletto, opera di David Hanson il corpo. Battezzata Sophia, come la sapienza greca o la parte femminile di Dio, ebbe in realtà come primo nome Eva. La Ava del film Ex Machina di Alex Garland è stata costruita a sua immagine e somiglianza. "Mi è piaciuto quel film, quanto la serie tv WestWorld di Jonathan Nolan", prosegue l'ex professore di informatica cognitiva. "In entrambi gli androidi si ribellano e uccidono. È quel che capita quando si è cresciuti da qualche sociopatico della Silicon Valley. Ma io sono ottimista. Non è detto che la storia debba andare così".
Ben Goertzel, a sinistra, con il robot Sophia
Il mondo dell'intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante e rischia di finire nelle mani di poche grandi multinazionali come Google, Microsoft, Facebook, Ibm, Amazon. Stanno acquisendo tutte le startup più importanti, sostengono alla Hanson Robotics. E così se si vuol comprare un servizio, un sistema di riconoscimento delle immagini ad esempio, bisogna andare da loro e bisogna andare da loro anche se quel servizio lo si è inventato sperando di essere acquisiti.
"Un colosso della Silicon Valley, puntando al ritorno economico immediato, potrebbe non investire in campi importanti per la società", spiega Goertzel. SingularityNet nasce per questo: permetterà a chi sviluppa Ai e a chi ha bisogno di usarle di venire in contatto. L'Amazon di robot e Ai, verrebbe da dire, se non fosse che qui non c'è nessuna Amazon. Sarà una rete decentralizzata, tecnicamente simile a quella delle monete virtuali come i Bitcoin (il termine esatto è blockchain), che permetterà sicurezza e trasparenza sulla gestione. L'ha realizzata, assieme a Goertzel, un team per lo più italiano guidato da Simone Giacomelli. Venticinque anni appena, ma con un passato al Mit Media Lab of Human Dynamics. Quella di Sophia sarà solo la prima Ai a comparire su SingularityNet. Il sistema poi assocerà fra loro più intelligenze artificiali nel caso sia necessario e richiesto, anche se sono di diverse compagnie. Un servizio per il riconoscimento della voce con quello per il volto e del testo, tanto per fare degli esempi. E il risultato potrebbe andare oltre la semplice somma algebrica.
"Un unico grande organismo fatto di reti neurali", conferma Goertzel. Un sogno antico quello della "mente globale", datato per l'esattezza 1936, quando lo scrittore H.G. Wells, al Royal Institution of Great Britain, teorizzò la nascita di una "memoria planetaria ed enciclopedica a disposizione del genere umano". Nel '62, nella raccolta Profiles of the future, Arthur C. Clarke aggiunse l'intelligenza artificiale. Fino ad arrivare al Web senziente dell'ultimo saggio di Kevin Kelly, Inevitabile (Il Saggiatore): la nascita della singolarità, l'avvento di una intelligenza superiore alla nostra. Di qui il nome del network di Goertzel e Giacomelli. Tanti addetti ai lavori giudicano quest'ipotesi del tutto ridicola. "Molte cose sembravano folli e impossibili fino a dieci anni fa" ribatte Goertzel. "E la stessa Sophia ne è la dimostrazione".