Scoperto un nuovo Sistema solare grazie alla citizen science
Matteo Marini
(Credits: jpl.nasa.gov)
Cinque pianeti trovati attorno a K2-138, una stella lontana 620 anni luce. In 10.000 hanno passato in rassegna i dati del telescopio della Kepler, e segnalato le 'curve' che potevano indicare il transito
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SEDUTI alla scrivania, di fronte al pc, hanno scoperto un piccolo Sistema solare finora sconosciuto che conta cinque pianeti e dista 620 anni luce (9.000 miliardi di chilometri) dalla Terra. Gli "scienziati da tastiera" hanno lavorato da casa e non sono scienziati in senso stretto. È lo sforzo collettivo della "citizen science", che ha permesso l'eccezionale scoperta, fatta analizzando i dati del telescopio della Nasa Kepler durante la sua seconda missione (K2).
·MOLTO CALDI E ORDINATI
Il nuovo sistema planetario non è proprio simile al nostro. La stella, K2-138, è una nana arancione, più piccola e fredda del Sole. E i suoi 'inquilinì sono tutti "super terre", hanno masse tra due e tre volte quella del nostro pianeta. Uno di loro potrebbe essere roccioso ma orbita molto vicino alla stella (molto più vicino per esempio anche rispetto alla distanza di Mercurio dal Sole) e sulla sua superficie il caldo è infernale. Stesso discorso per i suoi compagni: le temperature vanno dai 420 ai quasi 1.000 gradi e un anno, cioè un orbita completa, qui dura al massimo 13 giorni.
Orbite che sono sincronizzate tra loro, in quella che tecnicamente si chiama "risonanza", una sorta di moto ordinato: cioè il tempo di rivoluzione di ogni pianeta è una frazione di quello successivo. Potrebbe significare che sono nati insieme, nello stesso disco planetario, e si sono allontanati man mano fino a trovare questa 'coreografia' stabile.
Ma i risultati di questa campagna "Exoplanet explorers" non si fermano qui. Grazie ai 10mila che hanno partecipato al progetto, sono stati aggiunti all'archivio dei pianeti extrasolari altri 44 giganti gassosi (del tipo gioviano), 72 della taglia di Nettuno e 44 rocciosi come la Terra, oltre a 53 "super terre", più grandi del nostro ma più piccoli di Nettuno. I risultati sono pubblicati sulla rivista Astrophysical Journal.
·IL GRANO E IL LOGLIO
I volontari sono chiamati a interpretare curve di grafici, quelle che indicano un calo di luminosità. Kepler, infatti, osserva per lunghi periodi i suoi obiettivi per captare anche le minime variazioni, che potrebbero significare il passaggio di un pianeta di fronte alla sua stella. In 48 ore sono state classificate quasi due milioni di osservazioni, semplicemente con un "sì" o un "no", per indicare se il dato era classificabile come "transito".
"Exoplanet explorers" sfrutta la piattaforma dedicata alla citizen science, Zooniverse. Ad attivare il progetto sono stati Ian Crossfield, del Mit, e Jesse Christiansen del California Institute of Technology (Caltech) che, assieme all'astronomo della Nasa Geert Barentsen hanno rivisto i dati segnalati dagli utenti: "È eccitante perché stiamo facendo emozionare la gente con la scienza - ha commentato Crossfield - in tanti si sono interessati e gli occhi umani sono molto efficaci per separare il 'grano planetario' dal loglio".
Chiunque può iscriversi e cominciare a cercare pianeti in giro per l'Universo. Il progetto è tuttora attivo e accessibile a chi voglia dare il proprio contributo alla grande scienza, anche da casa propria, ed è arrivato finora a contare oltre 16.000 partecipanti.