Il razzo Falcon Heavy decolla dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida (reuters)
Falcon Heavy, il futuro è decollato
Matteo Marini
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di MATTEO MARINI
Successo per il volo di prova del super razzo di Elon Musk. E' un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale, perché il vettore è stato costruito da un privato visionario
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Il rombo del Falcon Heavy che decolla da Cape Canaveral è il suono di una conquista. Il più potente vettore mai costruito dagli anni Settanta è volato per la prima volta nello spazio ed è stato uno show. Su Youtube più di due milioni e 300mila persone si sono collegate quando si è aperta la capsula che ha consegnato al vuoto cosmico l’automobile Tesla Roadster rossa decappottabile con a bordo “Starman”, il manichino-astronauta vestito della tuta spaziale con il logo SpaceX.
Dai tempi del Saturn V, il gigante alto come un palazzo di 30 piani che spinse gli uomini verso la Luna, fino a pochi anni fa è stata una meta alla portata solo del governo americano o di quello sovietico. Invece il Falcon Heavy è stato costruito da un privato, un visionario che spedisce razzi nello spazio, li telecomanda fino a terra e poi li ricicla.
Nel cielo terso della Florida Elon Musk ha scritto le prime parole di un nuovo capitolo d…
Il rombo del Falcon Heavy che decolla da Cape Canaveral è il suono di una conquista. Il più potente vettore mai costruito dagli anni Settanta è volato per la prima volta nello spazio ed è stato uno show. Su Youtube più di due milioni e 300mila persone si sono collegate quando si è aperta la capsula che ha consegnato al vuoto cosmico l’automobile Tesla Roadster rossa decappottabile con a bordo “Starman”, il manichino-astronauta vestito della tuta spaziale con il logo SpaceX.
Dai tempi del Saturn V, il gigante alto come un palazzo di 30 piani che spinse gli uomini verso la Luna, fino a pochi anni fa è stata una meta alla portata solo del governo americano o di quello sovietico. Invece il Falcon Heavy è stato costruito da un privato, un visionario che spedisce razzi nello spazio, li telecomanda fino a terra e poi li ricicla.
Nel cielo terso della Florida Elon Musk ha scritto le prime parole di un nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale e con questo gioiello fa un nuovo passo verso il traguardo più difficile: portare il primo uomo su Marte.
Infografica di Giuliano Granati
Molte cose potevano andare storte in questo debutto, da problemi tecnici per un vettore al suo primo decollo, al meteo, che ha fatto dubitare fino alla fine per il “go” definitivo. E invece è stato un successo al primo tentativo. Il razzo della SpaceX è decollato dalla storica rampa 39A, proprio quella dalla quale nel 1969 si staccarono Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Al volante della convertibile da 200.000 dollari, ora “Starman” ‘guiderà’ per lo spazio interplanetario diretto dalle parti del pianeta rosso. Ma sono solo le prove generali, presto al suo posto potrebbero esserci astronauti in carne e ossa o carichi pesanti quanto un Boeing 737 pieno di passeggeri e bagagli. Il distacco dei razzi dopo due minuti dal lancio
L’altra impresa era il rientro dei tre propulsori, ormai quasi una routine per SpaceX ma che è stata la vera rivoluzione dell’imprenditore americano. I due razzi laterali del Falcon Heavy per esempio avevano già volato. E anche stavolta sono rientrati nello spazioporto della Florida perfettamente al centro della X disegnata sull’asfalto dopo una discesa controllata da 100 chilometri di quota. Unico neo, il lanciatore centrale, la cui sorte si è persa con l’interruzione del contatto radio e video mentre tentava di atterrare sulla piattaforma-drone: un francobollo nell’oceano Atlantico, lungo appena 87 metri sulla quale nell’ultimo anno il centro è stato sempre perfetto.
La gioia dello staff di SpaceX
Con l’idea dei razzi riciclabili, Musk ha fatto irruzione nel mercato del volo spaziale. Una visione coraggiosa: rendere i decolli economici. Ci era già riuscito con il Falcon 9, il vettore con cui dal 2012 SpaceX consegna per la Nasa i rifornimenti alla Stazione spaziale e che viene affittato da governi e imprese per il lancio di satelliti. Imbarcare un carico su un Falcon 9 costa adesso 62 milioni di dollari. Il nuovo Falcon Heavy usa tre razzi Falcon 9, è il più potente di tutti ma costerà ‘appena’ 90 milioni. Quasi quattro volte meno del più muscoloso finora sul mercato, il Delta 4 Heavy, il cui cartellino del prezzo segna 350 milioni e ha la metà della potenza.
Nel 2017 Musk ne ha riciclati quattro. Compreso quello che a dicembre ha rifornito la Stazione spaziale internazionale. È stato un anno glorioso per la sua compagnia, ha messo a segno con successo 18 lanci di satelliti, al servizio di governi e compagnie private o di rifornimenti alla Iss. Presto, già durante il 2018, potrebbero partire i primi astronauti per un volo di prova che riaprirà il ‘gate’ verso lo spazio dal suolo americano. Non accadeva dal 2011, quando era decollato l’ultimo degli Space Shuttle. Se succederà, sarà un altro record per il magnate di origine sudafricana che vuole cambiare il mondo.