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Il robot gentile? L’ha inventato un italiano

Si chiama JR-2 il nuovo androide creato alla Stanford University da Silvio Savarese: “La grande sfida è insegnar loro a capire il contesto”
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Scivola in scioltezza sul marciapiede in mezzo alle persone, mantenendo sempre la giusta distanza da tutti, intima "alt, fermati!" con la mano a chi, sovrappensiero, sembra in rotta di collisione con lui. Passata l'emergenza, adopera il braccio per un ecumenico "vai, vai!". Se gli si chiede qualcosa di imprevisto, gli occhi assumono un'espressione sconsolata e il braccio si allarga in un fatalista "non so!". È un robot gentile, si chiama JR-2, e l'ha realizzato Silvio Savarese, 46 anni, informatico che si è fatto strada dall'Università Federico II di Napoli al Caltech Institute di Pasadena, dove - come dottorando di un altro italiano luminare nella computer vision, Pietro Perona - ha conosciuto Fei-Fei Li, nome tra i più importanti nell'intelligenza artificiale, che oggi è sua moglie e collega a Stanford. Savarese è l'uomo che sta insegnando ai "robot gentili", quelli che avranno …
Scivola in scioltezza sul marciapiede in mezzo alle persone, mantenendo sempre la giusta distanza da tutti, intima "alt, fermati!" con la mano a chi, sovrappensiero, sembra in rotta di collisione con lui. Passata l'emergenza, adopera il braccio per un ecumenico "vai, vai!". Se gli si chiede qualcosa di imprevisto, gli occhi assumono un'espressione sconsolata e il braccio si allarga in un fatalista "non so!". È un robot gentile, si chiama JR-2, e l'ha realizzato Silvio Savarese, 46 anni, informatico che si è fatto strada dall'Università Federico II di Napoli al Caltech Institute di Pasadena, dove - come dottorando di un altro italiano luminare nella computer vision, Pietro Perona - ha conosciuto Fei-Fei Li, nome tra i più importanti nell'intelligenza artificiale, che oggi è sua moglie e collega a Stanford. Savarese è l'uomo che sta insegnando ai "robot gentili", quelli che avranno più a che fare con le persone nei prossimi decenni, a capire le intenzioni altrui e a far capire le proprie. Magari gesticolando, proprio come un italiano.

"I robot sono sempre più abili a riconoscere gli oggetti da punti di vista arbitrari e sotto ogni condizione di luce. Ma resta una grande sfida: far capire ai robot il contesto di una scena", spiega Savarese. "Se sono a un incrocio dove c'è un bambino sul marciapiede e la sua palla è in mezzo alla strada, io so che è meglio fermarmi perché il bambino potrebbe voler attraversare d'impulso per recuperare la palla. I robot non lo capiscono ancora: non sanno "unire i puntini"". Un esempio? "L'anno scorso una bambina di Dallas parlando con Alexa attraverso il dispositivo Echo ha ordinato per sbaglio una casa di bambole. Quando il telegiornale, nel dare la notizia, ha letto la frase della bimba, gli Echo dei telespettatori - equivocando il contesto - hanno ordinato case di bambole su Amazon", sottolinea Savarese.

I robot "gentili" del futuro dovranno invece saper leggere il contesto sociale. "Purtroppo non esistono regole scritte: noi nella vita di tutti i giorni cerchiamo di non invadere lo spazio personale altrui, se vediamo due persone impegnate in un discorso esitiamo prima di interromperle, e così via: sono norme che abbiamo assorbito osservando gli altri, non leggendo una lista di istruzioni", spiega Savarese. "Grazie alle reti neurali e all'osservazione di molte interazioni tra umani, il nuovo robot JR-2, che presenteremo tra un mese, ha diverse di queste abilità, ad esempio non passa in mezzo a due persone se si accorge che stanno conversando.

Ed è anche più capace di far capire le sue intenzioni, grazie a uno schermo che mostra l'espressione degli occhi e un braccio utile a gesti espressivi, oltre che pratici come aprire le porte". JR-2 è il futuro dei robot fattorini. "È una soluzione al "problema dell'ultimo miglio. Domani le consegne, ad esempio di una pizza, saranno effettuate da un furgone driverless dal quale uscirà un robot come JR-2 che arriverà fino alla porta di casa inserendosi in modo naturale nel "flusso umano" pedonale". Per un gentile toc-toc.