LA STELLA più luminosa nel campo di osservazione. Un oggetto brillantissimo, nella regione compresa tra le nebulose Laguna e Trifida, apparso nel cielo nella notte tra il 19 e il 20 marzo, sfuggito alle osservazioni precedenti compiute nella stessa zona solo pochi giorni prima.
"Si consigliano ulteriori osservazioni di questo oggetto transitorio così brillante", scriveva nei giorni scorsi il cosmologo Peter Dunsby dell'Università di Cape Town, comunicando la sua 'scoperta' su The Astronomer's Telegram, un sito di segnalazioni astronomiche per addetti ai lavori. Ai quali non è sfuggita l'eccezionalità delle osservazioni di Dunsby, tanto da conferire al professore un prestigioso certificato. La motivazione? La (ri)scoperta di Marte.
La storia della (s)fortunata osservazione di Dunsby ha fatto, come atteso, il giro del web, e si è distinta più che per l'abbaglio preso per l'humor e lo spirito mostrato dal cosmologo. “Lezione del giorno: controlla, controlla e controlla una terza volta, poi controlla ancora”, scriveva alla fine della giornata Dunsby su Twitter.
Un errore del tutto in buona fede, ha raccontato raggiunto da Repubblica, nato semplicemente dal non aver controllato cosa altro c'era nell'inquadratura della telecamera durante una sessione di astrofotografia automatica, compiuta con un telescopio rifrattore da 80 mm. Alla prima segnalazione di Dunsby appena 40 minuti dopo ne è seguita un'altra in cui si ammetteva, senza tanti giri di parole, che l'oggetto segnalato nel telegramma precedente altri non era che una vecchissima conoscenza: Marte. “Le nostre sincere scuse per la segnalazione precedente e l'inconveniente causato”, scriveva il cosmologo.
Oltre le scuse però Dunsby ha mostrato anche un discreto senso dell'umorismo nel prendere atto del proprio errore. "Mi fa piacere che tutto questo abbia fatto sorridere e ridere le persone (sebbene a mie spese), - ha commentato - Il mondo ha bisogno di sorridere di più, e in qualche modo è uscito qualcosa di buono da questo episodio. Null'altro da aggiungere, la vita va avanti". E ora infatti, conclude Dunsby, si torna al lavoro.
"Si consigliano ulteriori osservazioni di questo oggetto transitorio così brillante", scriveva nei giorni scorsi il cosmologo Peter Dunsby dell'Università di Cape Town, comunicando la sua 'scoperta' su The Astronomer's Telegram, un sito di segnalazioni astronomiche per addetti ai lavori. Ai quali non è sfuggita l'eccezionalità delle osservazioni di Dunsby, tanto da conferire al professore un prestigioso certificato. La motivazione? La (ri)scoperta di Marte.
La storia della (s)fortunata osservazione di Dunsby ha fatto, come atteso, il giro del web, e si è distinta più che per l'abbaglio preso per l'humor e lo spirito mostrato dal cosmologo. “Lezione del giorno: controlla, controlla e controlla una terza volta, poi controlla ancora”, scriveva alla fine della giornata Dunsby su Twitter.
Un errore del tutto in buona fede, ha raccontato raggiunto da Repubblica, nato semplicemente dal non aver controllato cosa altro c'era nell'inquadratura della telecamera durante una sessione di astrofotografia automatica, compiuta con un telescopio rifrattore da 80 mm. Alla prima segnalazione di Dunsby appena 40 minuti dopo ne è seguita un'altra in cui si ammetteva, senza tanti giri di parole, che l'oggetto segnalato nel telegramma precedente altri non era che una vecchissima conoscenza: Marte. “Le nostre sincere scuse per la segnalazione precedente e l'inconveniente causato”, scriveva il cosmologo.
Oltre le scuse però Dunsby ha mostrato anche un discreto senso dell'umorismo nel prendere atto del proprio errore. "Mi fa piacere che tutto questo abbia fatto sorridere e ridere le persone (sebbene a mie spese), - ha commentato - Il mondo ha bisogno di sorridere di più, e in qualche modo è uscito qualcosa di buono da questo episodio. Null'altro da aggiungere, la vita va avanti". E ora infatti, conclude Dunsby, si torna al lavoro.