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Vaticano, il Codice delle parole mancanti

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Ecco il piano dell'Università Roma Tre per trascrivere con l'intelligenza artificiale i testi conservati nell'Archivio Segreto Vaticano. E ricostruire le parti danneggiate
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Manoscritti che documentano 12 secoli di storia: sono migliaia quelli conservati nell'Archivio Segreto Vaticano, uno dei più importanti al mondo, con i suoi 85 chilometri lineari di scaffali. Un progetto dell'università Roma Tre, chiamato In codice ratio, ambisce a trascriverli grazie a tecniche d'intelligenza artificiale che in futuro potranno aiutare gli storici a recuperare preziose informazioni e ricostruire il testo di eventuali codici danneggiati. Alla ricerca della lettera perduta.

Un'idea di Paolo Merialdo, docente d'ingegneria, che da anni lavora su tecnologie per l'estrazione di dati dai siti web. "Durante una passeggiata con un collega, ci siamo trovati davanti a un edificio del Vaticano e abbiamo pensato: chissà che cosa potremmo scoprire applicando gli stessi metodi che usiamo online ai documenti della Chiesa", racconta. Così ha iniziato a discuterne in ateneo, coinvolgendo il dipartimento di studi umanistici.…
Manoscritti che documentano 12 secoli di storia: sono migliaia quelli conservati nell'Archivio Segreto Vaticano, uno dei più importanti al mondo, con i suoi 85 chilometri lineari di scaffali. Un progetto dell'università Roma Tre, chiamato In codice ratio, ambisce a trascriverli grazie a tecniche d'intelligenza artificiale che in futuro potranno aiutare gli storici a recuperare preziose informazioni e ricostruire il testo di eventuali codici danneggiati. Alla ricerca della lettera perduta.

Un'idea di Paolo Merialdo, docente d'ingegneria, che da anni lavora su tecnologie per l'estrazione di dati dai siti web. "Durante una passeggiata con un collega, ci siamo trovati davanti a un edificio del Vaticano e abbiamo pensato: chissà che cosa potremmo scoprire applicando gli stessi metodi che usiamo online ai documenti della Chiesa", racconta. Così ha iniziato a discuterne in ateneo, coinvolgendo il dipartimento di studi umanistici. "Follia", è stata la prima reazione. Ma lui non si è arreso. Fino a mettere in piedi la squadra composta da Donatella Firmani, Elena Nieddu e Serena Ammirati di Roma Tre, più un archivista e paleografo dell'Archivio Segreto Vaticano, Marco Maiorino.

Quando i ricercatori si sono messi a lavoro sulla rete neurale, hanno dovuto superare un problema. Oggi i programmi usati per digitalizzare i documenti cartacei suddividono le parole in lettere, riconoscendo gli spazi presenti: metodo che va bene per i libri di testo stampati, non per le copie digitali di fogli scritti a mano, per di più in latino medievale, dove le spaziature sono irregolari e i tratti delle lettere molto simili tra loro. A volte indistinguibili anche per l'occhio umano. "La macchina elabora il risultato finale valutando le combinazioni possibili e scegliendo la migliore - spiega Merialdo - ma l'unico modo per arrivarci era insegnarle a riconoscere ogni singolo carattere, come facciamo noi quando leggiamo. Ci siamo riusciti fornendole centinaia di esempi di lettere e abbreviazioni".

Il compito è toccato a 500 studenti delle scuole superiori che da gennaio 2017 a oggi hanno lavorato su un'app ad hoc in cui, spuntando le immagini considerate simili, hanno permesso alla rete neurale di imparare. I primi risultati sono stati promettenti: il software ha ricopiato in modo accurato alcuni registri papali inediti di Onorio III, pontefice dal 1216 al 1227. Un'applicazione su larga scala, auspicata dagli scienziati tra il 2019 e il 2020, "fornirebbe supporto non solo ai 1200 studiosi che ogni anno entrano in archivio per consultare i documenti antecedenti al 1939, ma permetterebbe di accedere alle trascrizioni dei manoscritti da ogni parte del mondo, senza ricorrere alla consultazione degli originali", dice Maiorino.

Il prossimo passo è organizzare le notizie recuperate grazie alle trascrizioni, mettendo in relazione personaggi, eventi, luoghi e fatti. Così basterà cercare su un computer "Quante volte è stato scomunicato Federico II?", per esempio, per ottenere risposta. In futuro, l'Archivio Vaticano sarà ancor meno segreto. A dispetto di Dan Brown.