· "IL MIGLIOR SELFIE DI SEMPRE"
Già nel 2014 Aldrin aveva condiviso un tweet dichiarando di non aver solo scattato il "first space selfie" ma anche il "BEST SELFIE EVER", ovvero il miglior autoscatto di sempre.
Oggi, che si festeggia la giornata mondiale del selfie. Buzz risponde ad un tweet del utente Fred Boness che dice che avrebbe gradito vedere l'ex astronauta twittare dalla Luna. "Niente tweet ma mi sono scattato il primo selfie! Dallo spazio! Quello sì che era un selfie stick costoso!"
Giornata mondiale del selfie, quando un autoscatto diventa di tendenza
Oggi è la Giornata mondiale del selfie, nata nel 2013, quando il termine è stato inserito nell'Oxford English Dictionary che lo scelse come parola dell'anno. In principio fu Paris Hilton: l'ereditiera sostiene di essere stata lei, in compagnia dell'amica Britney Spears, a lanciare la moda dell'autoscatto, rigorosamente da postare poi sui social. Da allora in pochi hanno resistito al selfie. Politici e attori, e perfino papa Francesco, si sono immortalati in scatti che hanno fatto il giro del mondo. E c'è chi ha provato a dire basta a questa tendenza: all'ultimo festival di Cannes il curatore Thierry Fremaux li ha banditi dal red carpet dicendo che "nove volte su 10 sono brutti". Il miglior selfie di sempre, tuttavia, è stato scattato prima ancora che diventasse moda. Era il lontano 1966 quando l'astronauta Buzz Aldrin si fotografò in orbita: "Ero curioso di vedere che aspetto avevo nello spazio"
Durante la missione spaziale del 1966 gli scienziati della Nasa chiesero ad Aldrin di scattare delle foto riprendendo le radiazioni ultraviolette emanate dalle stelle. "Le foto si potevano scattare solamente di notte da una macchina fotografica fissa" attaccata alla stazione spaziale, spiega Aldrin. La fotocamera che veniva usata dagli astronauti di Gemini era un'enorme scatolone in metallo che non si poteva muovere da dove era sistemata. E quindi il 'selfie stick' era di fatto l'intera navicella Gemini.
Perché Aldrin si scattò questa foto? Semplice: "Ero curioso di vedere che aspetto avevo nello spazio".