Spazio, il lancio della sonda Parker Solar Probe verso il sole
Ieri qualcosa è andato storto con la pressione dell'elio che alimenta i motori e per diverse volte, dalle 9 e 33 del mattino ora italiana, il countdown si è fermato. I problemi tecnici hanno costretto a resettare a più riprese il conto alla rovescia, fino a dichiarare la sospensione per 24 ore.
La sonda studierà la corona solare da una distanza mai raggiunta prima: appena sei milioni di chilometri dalla superficie della nostra stella, dove la temperatura raggiunge i due milioni di gradi. Nessun oggetto costruito dall'uomo è mai arrivato tanto vicino al Sole e nessun oggetto artificiale ha mai raggiunto la velocità di Parker solar probe.
Parker solar probe, la sonda Nasa che sfiderà il Sole
La sonda Parker solar probe della Nasa arriverà a circa 6 milioni di chilometri dalla nostra stella (2 milioni di gradi la temperatura), sette volte più vicina di qualsiasi altra. Da lì studierà la corona solare, il vento e le eruzioni che possono mettere in pericolo gli astronauti e danneggiare anche i satelliti in orbita. Il decollo è previsto per le 9 e 30 dell’11 agosto da Cape Canaveral
(Credit foto: Nasa)
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Il 'tachimetro' della Parker solar probe toccherà i 690.000 chilometri all'ora (quasi 200 al secondo) nelle sue ultime orbite attorno al Sole. Sarà la sonda più veloce mai inviata nello spazio. Un record che ancora appartiene a Juno, in orbita attorno a Giove.
Ma anche per arrivare al Sole sarà necessario accelerare parecchio. Parker, che pesa come una city car, appena 635 chili, sarà sulla cima di uno dei razzi monstre attualmente in commercio: il Delta IV Heavy della United Alliance con i suoi tre motori. "Sarà lanciata verso il Sole con un'energia enorme, 55 volte più grande di quella necessaria per raggiungere Marte" spiega la Nasa. Questo perché la Terra (e tutto ciò che contiene, compresa la sonda) viaggia molto veloce attorno al Sole: circa 107.000 chilometri all'ora.
Per lanciarla senza mancare l'obiettivo, bisognerà dunque lanciarla all'indietro rispetto all'orbita terrestre, annullando almeno un po' questa velocità. Al momento di lasciare la Terra, avrà una velocità di circa 85.000 chilometri all'ora e comincerà a 'caderè verso il Sole, orbitandogli attorno. Il resto della frenata sarà compito di Venere. Con sette passaggi ravvicinati sul pianeta in sette anni, Parker solar probe rallenterà e arriverà sempre più vicina alla nostra stella.
Il tour della sonda nel Sistema solare interno prevede un primo flyby su Venere a settembre, poi il primo passaggio al perielio (il punto più vicino al Sole, nella prima orbita) a novembre. Compirà una rivoluzione ogni 88 giorni, per 24 volte, fino a giugno 2025.
La gigantesca macchia solare: un 'neo' solitario a forma di cuore
Gli scienziati stanno, ormai da giorni, tenendo d'occhio questa grossa macchia solare che spicca nelle immagini scattate alla nostra stella. La regione attiva 2529 sembra essere, tuttavia, piuttosto 'tranquilla'. Dalle zone che presentano macchie solari, infatti, ci si possono aspettare violenti lampi di energia (brillamenti o flare) oppure eruzioni di massa coronale che, se colpiscono la Terra, possono creare anche seri problemi ai dispositivi elettromagnetici. La curiosità che ha attirato l'attenzione su questo 'neo' solitario è la sua sagoma a forma di cuore e la sua dimensione. Pur non essendo la più grande mai rilevata, è così vasta da poter contenere comodamente tutta la Terra al suo interno
Parker solar probe raccoglierà dati per spiegare perché la corona solare è centinaia di volte più calda della superficie (due milioni di gradi contro 6.000): "È un assurdo dal punto di vista termodinamico - spiega Marco Velli, principal investigator del team al Jpl della Nasa - il Sole produce un vento che gonfia una bolla di particelle, la corona viene riscaldata da un'energia pari a quella di centinaia di milioni di bombe a idrogeno ogni ora ma durante le eruzioni più potenti si arriva a un equivalente di miliardi di bombe atomiche. A noi interessa capire come funzionano soprattutto le tempeste più grosse, quelle che possono minacciare gli astronauti in orbita o in viaggio nello spazio, ma anche danneggiare satelliti terrestri".
Appuntamento con il Sole, la magia di equinozi e solstizi
Solstizi ed equinozi sono date molto speciali. Durante gli equinozi di primavera e autunno la durata del giorno è (con buona approssimazione) uguale a quella delle ore di buio. I solstizi d'estate e inverno invece, corrispondono al giorno rispettivamente più lungo e più breve dell'anno. Questo accade nell'emisfero boreale, in quello australe succede il contrario. Il Sole è stato celebrato in queste date sin dall'antichità, ma la meraviglia di fronte ai meccanismi perfetti del cosmo dura ancora oggi. L'astronomia ci insegna che il moto apparente del Sole è dovuto all'inclinazione dell'asse terrestre e al moto di rivoluzione intorno alla nostra stella. Da millenni l'uomo ha imparato a calcolare questi spostamenti e a usarli per dare spettacolo. Fin dalla preistoria ha costruito edifici, monumenti e calendari solari per misurarli e celebrare le divinità connesse alle stagioni o i propri sovrani, anche prima delle colossali testimonianze di Stonhenge. Alcune sono anche frutto del caso, che ha fatto sì che strade, palazzi, tunnel oppure rocce e montagne, fossero allineati per dare vita, uno o due giorni l'anno, a un appuntamento speciale con il tempo
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I suoi quattro strumenti saranno ben protetti da uno scudo termico. Fields, con cinque antenne, misurerà il campo elettrico e magnetico dell'atmosfera e il vento solari, la corrente di particelle che soffia costantemente. Wispr è la camera, l'unica a bordo. Scatterà le immagini delle eruzioni solari coronali (Coronal mass ejection, Cme) e getti che provengono dal Sole. Solar Wind Electrons Alphas and Protons investigation (Sweap) avrà il compito di 'contarè le particelle più abbondanti che arrivano dal Sole e misurarne la velocità e temperatura. Is-is (Integrated Science Investigation of the Sun (al centro dell'acronimo il simbolo scientifico del Sole) studierà invece la 'vità delle particelle, da dove provengono, come sono state accelerate e come si muovono allontanandosi dalla stella verso lo spazio.
· LO SCUDO TERMICO
Un'altra delle tecnologie quasi fantascientifiche è quella dello scudo, che proteggerà gli strumenti dal calore immenso: un 'sandwich' di due pannelli di carbonio che racchiudono una schiuma dello stesso materiale. Due milioni di gradi potrebbero fondere qualsiasi materiale, la bassissima densità dell'atmosfera, però, rende tutto più sopportabile: "A quella distanza, circa dieci raggi solari, sarà comunque come avere 500 soli in cielo - continua Velli - lo scudo però dovrà essere sempre rivolto verso il Sole per proteggere gli strumenti con dei piccoli motori che dovranno tenerlo allineato".
La durata della missione è stimata in sette anni, ma potrebbe prolungarsi. Quando la idrazina finirà, però, sancirà l'epilogo: "Succederà questo: quando il carburante che tiene allineato lo scudo terminerà, la sonda si ribalterà, lo scudo non proteggerà più gli strumenti e Parker solar probe morirà - conclude Velli - finirà come Icaro bruciando nel Sole".